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L’acerba primavera silenziosa di The Forest Cathedral

Per The Forest Cathedral vale la formula dello “studente bravo che non si applica”.

The Forest Cathedral, un gioco strano

Chi, come me, ha amato “Primavera silenziosa” non poteva rimanere indifferente a un titolo come The Forest Cathedral che, stante a quanto si poteva leggere nei vari comunicati stampa o nelle dichiarazioni degli sviluppatori si presentava come una specie di “fiaba dark” dedicata ai temi dell’ambientalismo. E diciamo così che dopo averlo provato su PlayStation 5 queste aspettative non sono state tradite, dato che il gioco, effettivamente, “questo è”, peccato però, ed è bene che lo dica subita, la realizzazione mostri più di una lacuna. Innanzi tutto l’impatto grafico, giusto per utilizzare un eufemismo, non è propriamente dei migliori anzi: il titolo infatti è appartenente a qualche generazioni di console fa e per quello che “richiederebbe” siamo davvero sotto a degli standard. Anche la narrativa, o per meglio dire la sceneggiatura, con la nostra protagonista alter ego di  Rachel Carson che si trova, più o meno suo malgrado, ad occuparsi di una sorta di studio sul campo del DDT (e delle sue conseguenze), è strana. La recitazione dei protagonisti è un po’ troppo forzata e ci sono dei passaggi, o per meglio dire dei “balzi logici”, che non ho tanto compreso e che comunque non aiutano il giocatore a raccapezzarsi in un titolo tutto sommato semplice, anzi molto semplice.

Tuttavia questo videogioco ha degli spunti davvero molto interessanti, come, ad esempio, le sessioni di platform che sono tra le meglio realizzate, anche se sempre attraverso un approccio piuttosto basico ma che in questo caso funziona. Anche andando avanti nel gioco, che comunque ha un monte di ore molto ma molto contenuto, questa sensazione di stare provando se non qualcosa di incompleto quantomeno di un po’ poco rifinito si ha e la si continua ad avere fino alla fine. Insomma lo spunto è davvero molto interessante, e anche la finalità di tipo sociale e ecologica ma il videogioco non si salva, dal punto di vista di un gameplay veramente troppo “misero” e un impatto estetico in certe occasioni scadente: un 5.1 di incoraggiamento.

Mattia Nesto

Fa che la morte mia, Signor, la sia comò 'l score de un fiume in t'el mar grando

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Mattia Nesto

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