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Planet of Lana: poesia aliena molto umana

Planet of Lana è uno stealth-puzzle-platform che conquista per la direzione artistica e la narrativa.

Le grandi emozioni di Planet of Lana

Planet of Lana, sin dalla prima volta che è stato mostrato, mi è sembrato un titolo da non perdere. E così ne ho approfittato, la sera stessa della sua uscita, per provarlo, “complice” anche l’inserimento immediato nel catalogo del Game Pass. Ecco, le sensazioni positive che ho avuto dall’inizio sono state non solo confermate ma, se possibile, ampliate dalla mia, prima, sessione di gameplay. Non soltanto il colpo d’occhio generale mi è parso davvero eccezionale, nella semplicità di una direzione artistica che ha convinto per il suo essere dolce e fiabesco. Tuttavia, la cosa che davvero mi ha convinto, al netto di un gameplay anche in questo caso lineare ma efficace, è stata la narrativa. Una narrativa, oltremodo, silenziosa, visto che la stessa Lana parla un linguaggio a noi completamente alieno che però è fortemente emotiva e tocca determinate corde che smuovono l’animo umano.

La storia lineare raccontata, infatti, acquisisce via via potenza proprio grazie a questa narrativa silenziosa, fatta di piccoli gesti e grandi imprese. Oltre a ricalcare atmosfere à la Limbo e Inside, per un’ovvia aderenza lato gameplay, ho avvertito un quid in più proprio dal punto di vista dell’emotiva: sentimenti che proprio erompono dalla narrativa mischiato al gameplay. Lo sgomento per l’attacco alieno al villaggio, la ricerca del fratello rapito, la conoscenza della piccola creatura d’ombra: sono tutti tasselli di un grande mosaico che anche grazie a un sound-design ottimale e a un’atmosfera generale potente ne fanno un gran gioco.

Il “ratto” di Planet of Lana

Ecco perché Planet of Lana, nel suo intimo spirito da indie-game, si merita un 8.5, sia per la direzione artistica sia per la sua commistione di gameplay funzionale e di narrativa silenziosa. Averlo a disposizione nel Game Pass è qualcosa di importante perché anche chi, magari, è meno avvezzo a questo genere, ha la possibilità di avvicinarci “a costo zero” a un simile “giocone”.

Mattia Nesto

Fa che la morte mia, Signor, la sia comò 'l score de un fiume in t'el mar grando

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