La particolare estetica di Post Void
Post Void è folle, psichedelico e tambureggiante.
Quando in redazione è arrivato il comunicato dell’uscita, dopo un paio di anni di attesa, di Post Void siamo, quasi tutti, saltati sulla sedia. Già perché il titolo sviluppato da YCJY Games è uno degli fps, se non “l’fps”, tra i più pazzi e folli in circolazione. Attraverso, infatti, un’estetica che schiaccia l’occhio alla prima, storica, PlayStation, il videogioco si offre un’esperienza che, forse, per molti potrebbe risultare insostenibile. Non si sta solamente qui parlando della grafica, che, come ricordato poc’anzi, è volutamente “vecchia”, proprio per citare i videogiochi passati. No, non sto proprio parlando di quello, ma sto parlando del mix tra colori iper-saturi e una frenesia senza sosta che, in pratica, permea ogni stage di gioco.
Il meccanismo è semplice in Post Void, così come la trama, ridotta all’osso: si è calati in corridoi che citano i primi Doom o Wolfenstein, sempre molto intricati, e il nostro compito sarà di eliminare il maggior numero di nemici nel minor tempo possibile, prima che i nostri life-point, simboleggiati dal cuore verdognolo che stringiamo nel nostro pugno sinistro calino allo zero.
Come potete vedere siamo di fronte, davvero, a una struttura e impostazione di gioco scarnificata che però, se amate il genere, non potrà che darvi delle sensazioni goduriose. Infatti, se lo shooting è buono, il movimento all’interno delle mappe è qualcosa di incredibile. Dopo qualche ora, infatti, diventerete così esperti e abili nel muoversi all’interno di esse che vi verrà naturale quel determinato livello, anche se magari completato, per ottenere il perfect score. Ho provato il titolo su Nintendo Switch, deputando la piattaforma migliore, assieme a SteamDeck, per un gioco così immediato e fulmineo: un 7.1 di totale follia!
Se è vero come è vero che questo Post Void non è un videogioco per tutti (e, in fondo, non lo vuole neppure tanto essere) per chi apprezzerà le atmosfere hardcore del titolo non potrà che perderci le giornate per tentare, sempre più, di limare il suo tempo mentre via via nel void.
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