Benvenuti in Yomi no Tsugai
L’autrice di Full Metal Alchemist ritorna con Yomi no Tsugai per Panini Planet Manga.
Quando ho finito di leggere il primo volume di Yomi no Tsugai, il gran ritorno sulle scene di sua maestà Hiromu Arakawa, autrice di Full Metal Alchemist tra gli altri, ho capito, una volta di più, la differenza tra un’autrice e una grande autrice. Un’autrice, magari interessante, magari promettente, magari talentuosa e una grande autrice che, in pratica, trasforma in oro tutto quel tocca. Già perché Yomi no Tsugai è una costruzione così perfetta nella sua, al tempo stesso, estrema semplicità e intrigante complessità da lasciare a bocca aperta. Prima ancora di iniziare, nello specifico, a parlare del manga mi preme sottolineare l’estrema qualità del disegno, un tratto chiaro a cui siamo stati abituati che esplode nelle pagine dedicate al combattimento, con un’alternanza tra momenti più dolci e altri più disperati che sono un po’ il fulcro dell’opera di Arakawa. Se pensiamo a Full Metal Alchemist anche in quel caso l’inizio era da brividi e anche qui le cose non sono poi così lontane: nel breve volgere di, giusto, un paio di capitoli, tutto il world-building della storia non solo viene ribaltato ma vengono aggiunti così tanti elementi che metà dei manga contemporanei ci avrebbero campato per, come minimo, dieci volumi serializzati.
E invece Arakawa nella storia dei “gemelli destra e sinistra” mischia folklore giapponese con una sorta di spy-story modernissima, in cui il protagonista, legatissimo alla sorella (tenuta misteriosamente rinchiusa dietro ad un portone “affaccendata in faccende della massima importanza”) nato e cresciuto in un villaggio di montagna vede il suo “piccolo mondo antico” sconvolto da “un drago meccanico” che scende, all’improvviso, dal cielo. Leggendo quelle pagine sono saltato sulla sedia: l’autrice è stata fantastica nel tenere tutto assieme, presentando moltissimi personaggi (caratterizzati con la solita sua maestria) senza mai però venire meno al focus. Non si sono aperti, per essere più chiari, mille sottotrame o storie che vanno in parallelo: no c’è il protagonista Yuru che deve affrontare una minaccia per lui (e pure per noi) inaudita, aiutato solo da Dera, un misterioso commerciante itinerante che, “per caso” , si trova coinvolto negli scontri.
Insomma il primo tankobon di Yomi no Tsugai è un inizio promettente di una serie che fa ben sperare e lascia davvero “l’acquolina in bocca” per la prossima uscita: anche perché la miscela di “spiriti millenari” con “problemi contemporanei” sembra davvero di ottimo gusto e un bell’upgrade per Arakawa che pare proprio consegnarci una nuova grande opera. Chiaramente non so ancora dirvi se siamo davanti a “un nuovo Full Metal Alchemist” ma questo shonen fantasy è davvero promettente, questo lo so (e l’idea di due bambini “gemelli” che nascono in un villaggio immerso nelle nebbie del tempo è un incipit così forte che non iniziarlo sarebbe davvero un crimine, no?).
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