Il 20 novembre 1984 iniziava la serializzazione di Dragon Ball. 40 anni dopo lo amiamo ancora.
Per festeggiare i 40 anni di Dragon Ball, la cui serializzazione manga è iniziata proprio il 20 novembre 1984 su Weekly Shōnen Jump mi è venuta in mente la prima, mitologica, sigla della serie animata, rigorosamente in giapponese, ovvero “Makafushigi Adventure!”, cantata da Hiroki Takahashi e realizzata nel 1986. Questa sigla, che grosso modo in italiano dovrebbe suonare come “l’avventura mistica”, credo che sia perfetta per descrivere che cosa sia, ancora oggi, Dragon Ball, una serie, anime o manga poco importa, che è entrata di diritto nel canone delle “grandi opere” del secolo e nella cultura popolare. Le avventure di Goku infatti sono conosciute da tutti, nipoti, figli, genitori e pure nonni, considerando che la diluzione con cui le reti Mediaset hanno trasmesso la serie animata ha fatto sì, suo malgrado, di poter essere apprezzata e “vissuta” da plurime generazioni.
Per altro Dragon Ball è tornato in auge con Daima, la nuova serie animata, di cui ho parlato qui e anche con il videogioco (qui trovate la mia recensione). Insomma Dragon Ball è più attuale e centrale “nel dibattito” oggi più che mai. Goku e soci sono ormai diventati parti del patrimonio popolare, vere e proprie icone alla pari dei grandi “volti” dell’animazione e del fumetto mondiale. Infatti è difficile trovare qualche persona che, magari davanti ad un immagine di Goku, non lo indichi come, giustappunto, Goku o che comunque non lo riconosca in qualche misura. La recente scomparsa di Akira Toriyama., suo creatore e ideatore, ha sicuramente portato un’attenzione ancora maggiore su Dragon Ball che, ancora oggi, è un’avventura mistica che ci emoziona e ci fa palpitare. Al netto della nostalgia, ancora oggi, la serie manga di Dragon Ball è un ottimo manga di genere avventuroso e arti marziali, con poi la deriva dello “Z” (titolazione che viene utilizzata soltanto per la seconda stagione della serie animata) che ne accentua la deriva “di mazzate”. Il mio consiglio è, se potete, di recuperare il primo volumetto del manga; anche solo per un piccolo omaggio ai 40 anni passati, una rilettura vi farà di sicuro bene.
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