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I Cacciatori di Draghi e altri Racconti: big in Japan

La raccolta di storie brevi a firma di Tatsumi Aogu I Cacciatoti di Draghi e altri racconti è una delizia.

La copertina de I cacciatori di Draghi e altri racconti

Quando ho terminato di leggere il terzo racconto di I Cacciatoti di Draghi e altri racconti  di Tatsumi Aogu mi sono ritrovato al tempo stesso a casa e spiazzata. Il motivo era abbastanza semplice da intuire: mi sentivo a casa perché i temi, lo stile e in una certa qual misura l’atmosfera evocata in questo bel volume pubblicato da Toshokan mi facevano venire in mente Drifing Dragons, Neon Genesis Evangelion e Berserk (per altri serie che il mangaka Aogu ama, come riferito nell’intervista al termine del volume) ma al tempo stesso, diciamo così, l’ordine degli addendi era diverso, il sapore un pochino differente e, soprattutto lo stile riconoscibile. Già perché il tratto del giovane mangaka ha un che di suo e assolutamente suo. Allontanandosi infatti dallo stile di questi venerabili maestri, ma comunque omaggiandolo, il nostro autore opta per un tratto assolutamente sporco e iper violento che però poi si stempera nell’estremo dettaglia inserito in ogni luogo, ambientazione e paesaggio. Questa più che una dicotomia è un tratto distintivo: tanto bestiali e ferine sono le creature draconiche, marine o “insettoidi” presenti, tanto sono uniche e particolareggiate le inquadrature e le battaglie. Scontri, per altri, che ho trovato avere anche se non un ritmo quantomeno un non so che, specialmente nella storia finale, dei combattimenti di Nier Automata (soprattutto, com’è ovvio che sia, nei combattimenti con i mecha.

Seppur le ambientazioni sia anche le une molto diverse dalle altre, presentano caratteri comuni. Ad esempio un certo qual amore per il rovinismo e i paesaggi deturpati da scontri colossali, poi il rovinismo, con la descrizione di palazzi e grattacieli in rovina fino a una, neppure troppo velata, critica all’inquinamento con numerosi momenti in cui si tratteggiano specchi d’acqua inquinati, enormi e mefitici complessi industriali sino a vere e proprie discariche a cielo aperto. Se il mondo di queste storie è un mondo in rovina, piene di vita e di impeto sono le creature qui presenti, forse le vere protagoniste. Creature mostruose e “folli”, con design ricercati e particolari (specie le bestie marine della storia centrale) che si trovano loto malgrado a combattere con gli umani (i quali per farlo si debbono affidare a esoscheletri-armature potenziate oppure a veri e propri mecha). I protagonisti, invece, delle stori sono giovani ragazzi animati da un grande furore ideologico e bellico, in alcune occasioni che sfiora il fanatismo. Non personaggi di questa qual originalità ma di sicuro impatto ed efficacia.

Se è vero come è vero che ogni finale di storia sia davvero molto sospeso, forse in certi casi troppo e che il world-building, per forza di cose e di brevità intrinseca al mezzo “storia breve”, è comunque ristretto, I cacciatori di draghi e altri racconti è una selecta di storie interessanti e misteriose, seducenti, disegnate benissimo e con uno stile personale ma non dimentico della lezione degli altri grandi maestri del “genere”. Complimenti a Toshokan per averlo portato in Italia. Se amate i kaiju, poi, e i mecha ma avete poco tempo da dedicare a serie lunga, questo volume singolo è quello che fa per voi.

Mattia Nesto

Fa che la morte mia, Signor, la sia comò 'l score de un fiume in t'el mar grando

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