Il nonno è uscito con la lista della spesa in mano, leggendo gli ingredienti con sguardo sempre più confuso, cercando di immaginare la ricetta segreta che papà ha mostrato solo a me.
“E’ una ricetta segreta di famiglia” diceva facendomi l’occhiolino.
Mamma ancora non è uscita dalla camera ed io sono sola in questo salotto che non conosco, al muro sguardi fotografati che mi fissano, non conosco neanche loro, in questo momento, niente sa di casa. Sento Didone abbaiare in maniera stanca dal cortile sul retro: il caldo afoso la fa stare male dice il nonno, prendo un ghiacciolo e come sempre ce lo dividiamo sotto la quercia.
Siamo solo a giugno.
“Nel 2019, durante uno dei miei viaggi a Lisbona conobbi Ramy, un ragazzo di origini palestinesi dagli occhi troppo neri e profondi per essere letti. Una sera di pioggia Ramy si offrì di cucinare per tutti noi, ci fece assaggiare i sapori di che non avevo mai provato, ma che lui spiegava attraverso i suoi racconti costruendo vivide immagini di quella che era casa sua. Non scorderò mai abbastanza quegli occhi dolci che mi hanno introdotto in quel pezzettino di mondo. “Q.B” è nato anche grazie a te, e questa storia è in parte anche la tua. Ramy.”
Palestina libera, sempre.
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