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Il 25 maggio è il Towel Day, per festeggiare Guida Galattica per gli Autostoppisti

Fino a 41 anni fa, nessuno di noi sapeva che “42” fosse la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto. Oggi siamo tutti un po’ più tranquilli, per quanto i tempi siano strani,  la crisi morda allo stomaco, il virus non sia stato ancora debellato e il futuro sia un’incognita, abbiamo una certezza.Grazie a Douglas Adams e alla sua “Guida Galattica per Autostoppisti”, primo capitolo di una “trilogia in cinque parti” che uscì oggi nel 1979, 36 anni fa. A questo libro seguiranno “Ristorante al termine dell’Universo” (1980), “La vita, l’universo e tutto quanto” (1982), “Addio e grazie per tutto il pesce” (1984), “Praticamente innocuo” (1992). Arriverà poi anche un sesto volume dal titolo “E un’altra cosa…” (2009), scritto da Eion Colfer dopo la morte di Adams.

 

La prima edizione italiana, di Urania, del 1979

 

Il libro è un classico per i nerd di tutto il mondo, una Bibbia, un’enciclopedia di fantascienza del tutto inventata, in cui il protagonista Arthur Dent scopre che la terra verrà demolita da una flotta di astronavi, per far posto a una superstrada galattica. Inizierà così un’avventura nello spazio a bordo dell’astronave Cuore d’Oro, sulla quale troverà il libro “Guida Galattica per Autostoppisti” (appunto). Si tratta di un bestseller ignoto sulla Terra, che ha in copertina la scritta DON’T PANIC e afferma che l’oggetto più utile in caso di viaggio interstellare è un asciugamano.

Durante lo strampalato girovagare, cercherà la risposta di cui sopra alla quale il supercomputer chiamato Pensiero Profondo, dopo sette milioni e mezzo di anni di calcoli, fornirà come risultato il numero 42.

 

Il riassunto fatevelo bastare così perché si tratta di un’opera talmente densa di sottotrame da farci perdere il sonno per le risate.

Sul motivo per il quale Douglas Adams scelse proprio quel numero, lo stesso scrittore chiarì il concetto nel 1993: “La risposta è molto semplice. Era uno scherzo. Doveva essere un numero, un normale, piccolo numero, e io scelsi quello. Rappresentazioni binarie, calcoli in base tredici, monaci tibetani sono solo una completa sciocchezza. Ero seduto alla scrivania, fissai il giardino e pensai “42 funzionerà”. Lo scrissi a macchina. Fine della storia.”

 

 

Della geniale opera è uscito anche un film molto figo del 2005, diretto da Garth Jennings, in cui figurano attori niente male: Martin Freeman (Lo Hobbit e Watson nella serie Sherlock) fa Arthur Dent, Mos Def è l’amico Ford Prefect, Sam Rockwell interpreta Zaphod Beeblebrox, l’essere senziente peggio vestito dell’universo, mentre Zooey Deschanel è Trillian, la ragazza che tutti vogliono e John Malkovich fa una comparsata come Humma Kavula.

 

 

Nel 1984 la compagnia Infocom insieme allo stesso Adams realizzò anche un videogioco per Commodore 64, Apple II, Amiga e Atari ST. Scordatevi la grafica però, era un’avventura in MS-DOS. Il vero paradiso dei geek, che se avete tempo e voglia potete leggere interamente in questo video.

 

Dal 2001, il 25 maggio di ogni anno si festeggia il Towel Day, il giorno dell’asciugamano, in onore di Douglas Adams (scomparso in quell’anno). I fans dello scrittore portano tutto il giorno con sé un asciugamano, in tributo al genio dello scrittore.

 

 

Simone Stefanini

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