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Adele ha sbancato i Brit Awards 2016

Adele

 

La trentaseiesima edizione dei Brit Awards gli oscar della musica inglese – è andata come ci si aspettava: Adele ha vinto tutto il possibile. La cantante londinese si è aggiudicata il British Female Solo Artist, il Global Succes, il British Single ed il MasterCard British Album Of The Year. Ed è giusto così: non c’è bisogno di ricordarvi come Adele abbia rappresentato un caso più unico che raro nel mondo della discografia mondiale, con più di 15 milioni di copie vendute per l’album 25 e superando abbondantemente il miliardo di visualizzazioni su YouTube per il singolo Hello.

 

 

Siamo d’accordo con il premio International Group ai Tame Impala, se lo meritano certamente di più degli U2, degli Eagles of Death Metal o dei Major Lazer, tutti e tre in nomination. Il British Male Solo Artist dato a James Bay non è così esaltante ma era un po’ troppo sperare che lo dessero a Jamie xx. Poi, i Coldplay vincono il British Group, Justin Bieber vince l’International Male Solo Artist, e Björk l’International Female Solo Artist. Il premio della critica è andato al bravo Jack Garratt.

 

 

Ovviamente i BA sono anche un grande show e, tra le tante esibizioni che ci sono state, va segnalata quella di Rihanna che sfodera a sorpresa l’ospitata di Drake mentre canta Work e lo twerka per bene (e finalmente oggi i giornali italiani avranno qualcosa da scrivere sulla musica straniera).

Ma il vero motivo per cui tutti si ricorderanno di quest’edizione è il doveroso omaggio a David Bowie, tragicamente scomparso lo scorso 11 gennaio. Se nei recenti Grammy avevamo notato un tratto nostalgico fin troppo marcato nel ricordo degli artisti mancati durante l’anno, per i Brit Awards non c’è motivo di criticare questo sentito e onesto tributo ad un artista inglese il cui peso, ed il vuoto lasciato, è del tutto incalcolabile.

 

Dopo una breve introduzione di Annie Lennox che riesce a riassumere Bowie con un semplice ed essenziale “è stato veramente unico”, ha la parola l’attore Gary Oldman che si lascia andare in un commento commovente e sentito.

Posso dirvi che David ha affrontato la sua malattia con dignità, con la grazia e con il suo consueto l’umorismo, nonostante le circostanze fossero terribili. – dice Oldman – “David, sei stato un mortale come tutti noi ma il tuo potenziale era sovrumano e la tua musica vivrà per sempre. Ti vogliamo bene e ti ringraziamo”. A chiudere questa parentesi dedicata, la stupenda cover Life On Mars rifatta da Lorde.

 

 

Davvero un bel momento, probabilmente uno dei più toccanti di un evento che, almeno per questa volta, verrà ricordato. Perché di solito con gli award – non importa se in America o Inghilterra- succede così: li guardi, li commenti sui social network, ed entro il pomeriggio successivo li hai già dimenticati.

Sandro Giorello

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