Musica

Il video dei metallari svedesi degli anni ’80 uniti per l’Africa è delizioso

I social talvolta sono un oggetto misterioso e così, a più riprese, nei giorni scorsi ho visto persone postare un video del 1985, tutto tempestato di capelloni che cantano: sono i metallari svedesi uniti per l’Africa. Intanto tutte le info, poi passiamo al commento: la canzone si intitola Give a Helpin’ Hand (Diamo una mano a chi ne ha bisogno, un adattamento libero) ed è composta dai Treat insieme agli Easy Action. Chi? direte voi. I Treat e gli Easy Action, l’ho appena scritto.

In quell’ammasso di elefantiasi tricologica possiamo riconoscere uno dei campioni degli 80s italiani, Joey Tempest degli Europe, insieme a membri di Treat, Easy Action (logicamente), Six Feet Under, Aphrodite e altre band la cui esistenza viene a noi celata per ragioni di decenza.

Cioè, ti pare che gli inglesi avessero Do they know it’s Christmas?, con Simon Le Bon, Sting e Bono Vox in un video totalmente pieno di mullet in mille fogge e colori, gli americani avessero We are the world con tutti i più grandi cantanti del secolo, da Michael Jackson a Bruce Springsteen passando per Bob Dylan che non sa neanche dove si trovi, mentre gli svedesi no? Pare brutto non aiutare l’Africa, continente del quale ci si accorge di botto, nel mezzo del periodo più opulento e sperperone della storia moderna.

 

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Che si fa, si parte in missione per aiutare davvero oppure ci si trova in uno studio bello grande per raccattare due soldi? Chiaro che messi così, gli svedesi in Africa non ce li facevano neanche entrare. Il video infatti potrebbe essere  la prima testimonianza del buco dell’ozono, argomento che terrà banco di lì a poco e che con tutta probabilità è stato creato dai parrucchieri svedesi durante le riprese di questa chicca.

Prego notare i pellamenti vari, alcuni stoltamente in guisa di giacca elegante da indossare con la camicia e il papillon, altri dotati delle spalline di Mazinga. Vacci in Ghana conciato così, vediamo se riesci a tornare, metallaro dell’Ikea. Nel video ci sono anche delle ragazze che cantano e che sono totalmente irriconoscibili rispetto ai ragazzi, anch’essi truccati e lungocriniti per creare quell’effetto sorpresa quando li rimorchi al bar e ti accorgi troppo tardi che vabè, ormai ci siamo.

La canzone? Bella che la musica non c’è. Una ballata di pianola e batteria riverberata, possibilmente annaffiata sulle pelli per creare quel bell’effetto nei video. I cantanti fanno gara a chi fa l’acuto più alto, poi entra la chitarra elettrica, l’assolo e il cantante degli Europe.

Le pettinature sono quasi tutte in stile cocker peloso che abbaia all’aria fuori dal finestrino della macchina, ma poi perché a un certo punto si vedono quattro muratori che salutano? Se lo sapete chiamateci. W internet, W i metallari svedesi per l’Africa.

 

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Simone Stefanini

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