La notizia è stata battuta da TMZ.com e presto ha trovato conferma: Scott Weiland è morto a 48 anni. L’ex cantante di Stone Temple Pilots e Velvet Revolver è stato trovato privo di vita sul tour bus in Minnesota, mentre stava andando a suonare con la sua nuova band, i Wildabouts, band che a marzo aveva già perso per droga il chitarrista Jeremy Brown era scomparso a marzo per droga. Sono ancora ignote invece le cause della morte di Scott.
Dave Navarro (chitarrista di Jane’s Addiction e Red Hot Chili Peppers), è stato il primo a diffondere la notizia via Twitter : “Ho appena scoperto che il nostro amico Scott Weiland è morto. Mi dispiace tantissimo, penserò alla sua famiglia stasera.”
Sempre su Twitter si è diffuso a macchia d’olio l’hashtag #RIPScottWeiland.
Scott soffriva di un disturbo bipolare e nel corso degli anni è stato arrestato più volte per abuso di stupefacenti. Con lui se ne va uno dei tanti pezzi del puzzle che compongono l’adolescenza di chi è cresciuto negli anni 90 e su MTV, in piena grunge era e amò gli Stone Temple Pilots grazie a singoli come Plush, dal loro primo album Core del 1992.
Per poi farsi cullare dalle note struggenti di Creep.
E innamorarsi di nuovo con Interstate Love Song.
Grazie al loro suono ricercato e alla voce di Scott, paragonabile solo a quella di Eddie Vedder dei Pearl Jam, gli Stone Temple Pilots hanno occupato un posto importante nella vita di tanti appassionati di musica.
Dopo lo scioglimento degli STP lo ritrovammo come frontman dei Velvet Revolver accanto agli ex Guns’n’Roses Slash, Duff McKagan e Matt Sorum nel 2004.
Con i Velvet Revolver ha calcato di nuovo i palchi più grossi del pianeta e ha vissuto una seconda giovinezza.
Nel 2008 aveva fatto parte della reunion degli Stone Temple Pilots, per poi venirne cacciato nel 2013 ed essere rimpiazzato dal cantante dei Linkin Park.
Mancherà la sua voce e sua classe da street rocker, così diversa dall’atteggiamento dimesso dei suoi compagni del grunge, che lo rendeva una rock star unica nel suo genere.
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