Dopo i recenti disordini verificatisi il 31 gennaio durante il corteo contro lo sgombero dell’Askatasuna, torna al centro del dibattito politico il tema della sicurezza e delle occupazioni abusive di immobili.
La maggioranza di Governo si prepara a discutere un nuovo pacchetto di misure sulla questione abitativa, con una forte spinta della Lega per accelerare le procedure di sgombero, estendendole anche alle seconde e terze case occupate illegalmente, come già previsto dalle norme del 2025.
La proposta della Lega per sgomberi rapidi e senza distinzioni
Il Vicepremier Matteo Salvini, intervenuto alla conferenza di Confedilizia a Napoli, ha ribadito la necessità di “sgomberi immediati per tutte le case”, senza alcuna eccezione. Questa posizione si inserisce nel solco delle nuove disposizioni legislative che, entrate in vigore da pochi mesi, hanno introdotto il reato di occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui, con pene fino a sette anni di reclusione e una procedura d’urgenza per il rilascio dell’immobile. Per la Lega, tale procedura dovrebbe diventare la norma per ogni tipo di abitazione occupata abusivamente.
Anche Forza Italia ha manifestato apertura all’idea di inserire la norma direttamente nel Decreto Sicurezza, per snellire ulteriormente l’iter burocratico. Parallelamente, Fratelli d’Italia sta elaborando una proposta parallela per velocizzare gli sfratti, riducendo le garanzie procedurali: eliminazione del preavviso di rilascio e sfratti esecutivi in dieci giorni, con un solo possibile rinvio in casi eccezionali e limitato a persone fragili. Si delinea così una convergenza all’interno della maggioranza che affronta la questione abitativa soprattutto con strumenti di ordine pubblico, trascurando soluzioni più articolate.
Negli ultimi mesi, la Lega ha accompagnato la sua linea dura con una campagna visiva molto aggressiva, culminata in manifesti – poi rimossi dal Comune di Roma – che promettevano sgomberi “in 24 ore” e associavano l’occupazione a stereotipi etnici e sociali, semplificando e strumentalizzando una questione complessa sul piano politico.
Nonostante le dichiarazioni di impegno da parte del governo, come quelle del ministro per gli Affari europei Tommaso Foti che ha annunciato circa 4 miliardi di euro per edilizia residenziale pubblica, sociale e convenzionata, i progressi rimangono lenti e frammentati. A livello nazionale, nel 2024 sono stati emessi oltre 40.000 provvedimenti di sfratto, soprattutto nei capoluoghi, mentre le famiglie in attesa di un alloggio pubblico superano le 650.000. In totale, le famiglie in condizione di disagio abitativo in Italia sono circa un milione e mezzo, una su quattro nelle grandi città fatica a permettersi un affitto dignitoso o vive in situazioni di precariato e sovraffollamento.
