Se qualche genitore o nonno dovesse mai venire a parlarvi dei bei tempi andati, non credetegli. Se qualcuno vi parla degli anni ’50 come di un’oasi di gioia e spensieratezza, ditegli pure di andarsi a leggere questo manualetto pieno di utilissimi consigli di sicurezza.
Già il titolo fa capire il tono della pubblicazione: It’s happy to stay alive, ovvero È bello restare vivi. In sostanza: la vita è un continuo gioco a evitare la morte. Un’impostazione di fondo un filo pessimista, che viene portata avanti con grande coerenza in ogni pagina del manuale.
Il risultato è paradossale e assomiglia a una sorta diversione manualistica dell’Antologia di Spoon River, un elenco di modi per morire o farsi malissimo. Il manuale è curato dalla Police Safety League e basta sfogliarlo per capire che chi l’ha realizzato non aveva molto chiara la differenza tra educazione e terrorismo.
Ragazzi che vengono travolti da camion mentre si nascondono sotto mucchi di foglie, altri che perdono gambe e occhi cadendo in bicicletta, altri ancora che feriscono gravemente innocenti vecchietti che girano per strada.
Un inferno, un vero inferno.
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