Apple e Facebook hanno messo a disposizione dei fondi per permettere alle proprie dipendenti di congelare i propri ovuli: Facebook ha già fatto partire l’iniziativa, mentre Apple lo farà a inizio 2015.
Il motivo? Permettere alle proprie dipendenti di non dover scegliere tra avere un figlio e la propria carriera, dando loro la possibilità di diventare madri qualche anno dopo. Una decisione costosa, visto che le due società arriveranno a spendere fino a 20mila dollari per ogni dipendente che dovesse decidere di aderire al programma. La procedura medica prevede che vengano estratti degli ovuli da una donna fertile, che possono poi essere conservati in una clinica specializzata fino a dieci anni, il lasso di tempo entro il quale la dipendente può scegliere di avere un figlio, anche una volta superata l’età normalmente consigliata.
L’iniziativa ha provocato due reazioni opposte. C’è chi ha applaudito Apple e Facebook, indicando come alle dipendenti venga permesso di non dover compiere una scelta difficile, che in ogni caso può creare ripercussioni sulla loro vita. Dall’altro lato, invece, si sottolinea l’invadenza del datore di lavoro, che potrebbe garantire maggiore flessibilità alle neo-mamme, evitando di entrare così pesantemente in una decisione importante e personale.
Un’idea che non stonerebbe in un film di fantascienza e che sembra una provocazione, ma che di fatto segna l’ingresso in un mondo completamente nuovo nel rapporto tra datore di lavoro e dipendente.
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