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Questi bambini disabili si costruiscono da soli le protesi e diventano supereroi

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Le belle idee cambiano la percezione delle cose e quindi cambiano le cose stesse. Nella galleria qui sotto potete vedere dei bambini disabili molto felici mentre si divertono a progettare e a costruire le loro stesse protesi, come se fossero dei pezzi di ricambio dei cyborg o dei supereroi.

In questo modo, la disabilità viene vista come unicità, con curiosità e interesse, grazie a KIDmob (una community che organizza workshop per bambini) e Autodesk (fornitore di software e strumenti per progettare e stampare in 3D), che hanno lavorato insieme per aiutare gli stessi bambini a personalizzare le proprie protesi, in un workshop chiamato Superhero Cyborg.

Durante l’incontro, bambini con e senza disabilità lavorano a stretto contatto con ingegneri e progettisti e allo stesso tempo imparano a modellare e stampare in 3D, creando arti super accessoriati, proprio come quelli dei robot o degli eroi dei fumetti.

Un ragazzino di 13 anni ha sviluppato il suo Nubinator, una mano completa di luci a LED con un supporto in alluminio che l’aiuta a trasportare i pesi, mentre una bambina di 10 anni ha creato una mano/pistola che spara glitter.

 

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Altri progetti super fantasiosi  sono stati una una pistola Nerf, una ad acqua, un attacco per andare a cavallo e l’aggiunta di arco e frecce. Le foto che vedete trasmettono un entusiasmo raro quando si affrontano problematiche di questo tipo.

 

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Kate Ganim,  co-fondatrice di KIDMob ha così commentato il workshop al sito  GOOD: “I bambini si sono molto divertiti e hanno sentito per la prima volta il controllo completo sul loro corpo e sulle eventuali modifiche delle quali hanno bisogno. Erano così eccitati che hanno condiviso la propria esperienza a un gruppo di più di 40 adulti sconosciuti”.

 

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“I genitori erano molto stupiti che i bambini fossero in grado di imparare così velocemente e di costruire così tanto in un così breve lasso di tempo, usando software e strumenti all’avanguardiacontinua la Ganim, “speriamo che in futuro i bambini non si debbano accontentare delle protesi presenti attualmente sul mercato ma che possano disegnarsi ciò che desiderano. Ciò creerebbe un fantastico loop a circolo chiuso in cui il designer sarebbe anche il tester e l’utilizzatore finale del prodotto.”

Sì, le buone idee possono davvero cambiare le cose.

 

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[via My Modern Met]

Simone Stefanini

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