Come ci hanno insegnato i nostri genitori? Non si ride delle disgrazie, neanche quando sembrano in effetti divertenti. Eppure potrebbe capitare un moto d’ilarità nel leggere la notizia pubblicata su La Stampa, che parla di un incidente bizzarro occorso al rifugio Gandeghutte, a 3.029 metri di quota, nel comune di Zermatt, in Svizzera.
Questa la cronaca: per ravvivare il fuoco di una stufa a legna, una dipendente del rifugio alpino ha incautamente usato un cilindro metallico arrugginito che le è esploso in mano, ferendola. Si è scoperto in seguito che l’oggetto era in realtà un residuato bellico, un ordigno inesploso della Prima Guerra Mondiale.
Benché al rifugio alpino faccia un gran freddo, la domanda che ci poniamo è una sola: come può venire in mente di combinare il fuoco con un oggetto non identificato ma rugginoso e decisamente inquietante? Che la donna volesse utilizzare la polvere da sparo al suo interno? Ma soprattutto, dove ha trovato il pericoloso oggetto? Non è dato sapere.
Ciò che sappiamo è che la bomba conteneva residui di nitroglicerina e piombo. Solo per un caso fortuito non siamo arrivati al Darwin Award, quell’ironico riconoscimento che premia chiunque abbia aiutato a migliorare il pool genetico umano, “rimuovendosi da esso in modo spettacolarmente stupido”.
Cosa resta da dire? Speriamo solo che la donna non si sia fatta troppo male e aggiorniamo la lista dei WTF del giorno.
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