Siamo negli anni ’80 e qualcosa, oppure negli anni ’90. Cambia poco, solo qualche casco in più in testa e qualche coppia in meno su un cinquantino. Si parla di motorini, quelli glorificati dai Lunapop e dalla copertina di Jovanotti col Fifty, ma anche di quelli da sfigati cronici, con cui non ci raccattavi un’uscita a due nemmeno a pregare.
Di quelli ereditati dai genitori o dai nonni, di quelli voluti a tutti i costi oppure quelli di cui c’era da vergognarsi. Motorini per ricchi, per poveri, per smanettoni che li truccavano con le marmitte, che in quegli anni lì erano più famose delle popstar. Polini, LeoVince, Proma, che facevano un casino come se fosse atterrato uno Shuttle della NASA e poi vedevi passare un ragazzino col motorino che andava a 20.
I motorini sono sinonimo di gioventù e di spensieratezza, poi si passa alla macchina normale, alla monovolume, poi i più fortunati ritornano al mini scooter per anziani, in modo da investire i giovani al supermercato e farsi due risate.
Ecco quelli che hanno nel bene e nel male segnato la nostra vita.
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