Categories: Society

Occuprint: i poster del movimento #occupy

Per la serie “una protesta cento manifestanti mille manifesti”

Nella storia recente delle proteste, i manifesti (con l’apporto imprescindibile di grafici fiancheggiatori), hanno spesso avuto un ruolo centrale. L’iconografia della protesta ha dei codici e delle particolarità ben definite, volta per volta (anche se nel corso degli anni si è venuto a creare un vero e proprio unico “stile grafico da contestazione” che presta il fianco al logoramento e alla forza vitale originale). Comunque.
A questo giro di proteste (siamo o non siamo nell’era social?), c’è un sito molto chiaro e ben fatto che raccoglie parecchio materiale grafico proveniente da ogni punto caldo della protesta globale:  Occuprint

La cosa bella, come spiegano qui, è che non sono e non vogliono in nessun modo essere o diventare i merchandiser del movimento. Le stampe (e le tshirt) non sono in nessun modo in vendita, ma sono autofinanziate con donazioni (vere, non pagamenti camuffati da donazioni). E nella stessa pagina troviamo anche un altro passaggio molto bello e significativo che riportiamo qui:

“We make prints for people who build the movement with us. We make prints for people passing through, for people sleeping at the park, for working groups, for bankers, for teachers, for homeless people, for unemployed people, for mothers, for children, for anyone who wants a print and who values what we have to offer as a symbol of solidarity. These prints are not meant to enable people to consume the occupation the way one consumes a commodity. A print, no matter beautiful or authentic, is no substitute for participation”.

Perchè una stampa, per quanto bella e autentica (e importante a livello d’Immaginario), non sostituisce in alcun modo la partecipazione diretta, cioè lo stare in strada ad oltranza. Quindi date un occhio alle stampe, prendete spunto, scaricatele e riadattatele al vostro #occupy territoriale, se siete grafici mandate il vostro contributo e caricate i vostri lavori in modo che altri possano fare altrettanto. E poi tutti in strada, che il freddo comincia a farsi sentire e bisogna essere in tanti e stringersi ben bene.

Qui il Twitter ufficiale di Occuprint.

 

Stefano Disastro

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