Giudicare un libro dalla sua copertina, un film dai primi venti minuti di pellicola o una persona da come si veste, non rappresenta certo un buon modo per poter comprendere se un libro vale la pena di essere letto, un film visto e una persona degna di essere conosciuta. Come a dire, l’abito non fa il monaco e noi non siamo monaci. No.
Il tatuaggio è da sempre legato a degli stereotipi sgradevoli. Le persone che decidono di ricoprire parzialmente o interamente il proprio corpo di tattoo, vengono tacciate, molto spesso, di essere tipi poco affidabili, di essere dei duri privi di sensibilità, di voler dimostrare chissà che cosa al mondo, di deturpare il proprio corpo e, spingendosi al limite, di somigliare a chi è appena uscito da una prigione. Qualcosa, insomma, che nell’immaginario collettivo fa molto Pirati dei Caraibi.
Ma basta guardare queste immagini cariche di tenerezza per sfatare ogni sterile luogo comune sull’argomento.
Queste immagini mostrano meravigliosi genitori tatuati fino all’ultimo spazio disponibile sulla propria pelle, immortalati in atteggiamenti di estrema dolcezza e complicità nei confronti dei loro piccoli.
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