Gli amanti dei videogiochi sono in ogni parte del mondo e il loro numero è in costante aumento. Per questo motivo per le aziende del settore è diventato sempre più importante tradurre e localizzare proattivamente i videogiochi per la distribuzione internazionale.
Secondo il nuovo rapporto sul mercato dei videogiochi in Italia presentato da Iidea, l’associazione italiana che rappresenta l’industria dei videogiochi e del settore esports a livello nazionale e internazionale, il mercato dei videogames in Italia vale 2,2 miliardi di euro e conta 14,2 milioni di players, pari a quasi un terzo della popolazione.
Di questi, l’80,8% è maggiorenne, anche se la fascia d’età in cui sono presenti più giocatori è quella tra gli 11 e i 14 anni. Per quanto riguarda i supporti utilizzati, se il 69,7% delle persone gioca su dispositivi mobili come smartphone e tablet, il 45,8% utilizza le console e il 38% il PC.
Dati, questi, che non concordano con quello che è il mercato di riferimento: l’industria dei videogiochi in Italia conta infatti 160 imprese, e tra queste l’84% si rivolge al PC come piattaforma.
Nonostante ciò, il mercato dei videogames in Italia sta mostrando stabilità, confermando una sostanziale crescita rispetto al periodo precedente alla pandemia. Tuttavia non tutti i giochi vengono trasposti nella nostra lingua e le statistiche di Steam, una delle maggiori piattaforme digitali al mondo di distribuzione e gioco, giustificano il minore interesse verso la traduzione italiana: gli utilizzatori di Steam in italiano sono infatti solo lo 0,45%.
La traduzione di un videogioco è un lavoro molto complesso, considerando che un singolo progetto di traduzione può durare anche anni. Inoltre, adattare un videogioco a una nuova lingua e cultura non significa solo tradurre il testo del gioco e l’eventuale doppiaggio, ma anche occuparsi degli elementi culturali, grafici, sonori e di gameplay per renderli appropriati e comprensibili per il pubblico di destinazione.
L’approccio è quello di anticipare le esigenze del mercato internazionale con la collaborazione di traduttori e localizzatori esperti, sulla base delle preferenze e delle sensibilità culturali dei giocatori nel paese di destinazione. Per diventare un traduttore professionista di videogiochi è sufficiente avere una specializzazione linguistica o una laurea in lingue, ottenibile anche online come spiegato sulla pagina https://www.studentville.it/universita-telematica/laurea-online-lingue-guida/, e una grande passione e conoscenza del mondo videoludico. Essere un vero conoscitore dei videogiochi consente infatti di contattare le case produttrici e muoversi meglio nelle traduzioni.
Il mercato dei videogiochi è diventato un business globale dal valore di circa 200 miliardi di dollari, che attira un pubblico molto variegato. Per questo motivo, per le aziende del settore sta diventando sempre più importante tradurre e localizzare i videogiochi per la distribuzione internazionale. Seul, Tokyo, Hangzhou, Malmö, Bucarest, Singapore, Varsavia, Londra e San Paolo sono tra le città di maggiore interesse per i gamers internazionali, a dimostrazione di come il mondo dei videogiochi sia sempre di più un fenomeno globale. Ognuna di queste città è nota infatti per la sua cultura videoludica, la presenza di studi di sviluppo, competizioni di eSport, eventi di settore e una comunità di players appassionati e multilingue.
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