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Gestione identità digitale: confronto soluzioni aziendali

Nel 2025 gestire l'identità digitale è quasi un dovere più che un diritto per le aziende. Ecco alcuni consigli per procedere al meglio.

Sapere esattamente chi accede a cosa, quando e da dove è diventato cruciale per ogni organizzazione, dalla PMI alla multinazionale. La gestione dell’identità digitale non è più solo un tema tecnico, ma una leva strategica per proteggere il business, garantire la conformità normativa e semplificare l’esperienza degli utenti.

Tuttavia, con l’aumento della complessità IT, scegliere la soluzione giusta per la gestione delle identità aziendali non è affatto scontato. In questo articolo confronteremo le principali tecnologie e approcci disponibili, tra Identity & Access Management (IAM), soluzioni di Single Sign-On, autenticazione multi-fattore e sistemi di provisioning automatizzato. L’obiettivo è offrire uno sguardo chiaro e pratico per aiutare le aziende a orientarsi nel panorama delle soluzioni di identity management e a costruire una strategia solida, scalabile e sicura. Perché l’identità, oggi, è la nuova frontiera della cybersecurity.

Cos’è la gestione delle identità digitali

Con il termine Identity and Access Management (IAM) si indica l’insieme di processi, tecnologie e regole che consentono a un’organizzazione di gestire in modo sicuro e centralizzato le identità digitali dei propri utenti. Non si tratta solo di assegnare credenziali o autorizzazioni, ma di costruire un modello dinamico di controllo degli accessi, capace di adattarsi ai ruoli, ai cambiamenti organizzativi e alle minacce esterne. Una corretta strategia IAM prevede l’onboarding e offboarding automatizzato, l’autenticazione multifattoriale, il Single Sign-On (SSO) e la tracciabilità completa delle attività.

Piattaforme e approcci a confronto

Sul mercato esistono diverse soluzioni IAM, ciascuna con caratteristiche, vantaggi e limiti. Alcune piattaforme, come Microsoft Entra ID (ex Azure AD), offrono un’integrazione nativa con ambienti Microsoft 365 e Azure, risultando ideali per organizzazioni già inserite nell’ecosistema Microsoft. Altre soluzioni, come Okta o OneLogin, si distinguono per flessibilità e compatibilità multi-piattaforma, ideali in contesti cloud-first e multi-tenant.

Le soluzioni open source, come Keycloak o ForgeRock, offrono un alto grado di personalizzazione, ma richiedono competenze tecniche interne avanzate. Le piattaforme più evolute integrano anche funzioni di Identity Governance and Administration (IGA), privilegiando il controllo granulare, la segregazione dei compiti e la gestione dei rischi legati agli accessi elevati (PAM – Privileged Access Management).

Gestione identità digitale, un valido aiuto (DailyBest.it)

La scelta non deve basarsi solo sulle funzionalità dichiarate, ma sull’effettiva capacità della soluzione di integrarsi nei sistemi esistenti, scalare con l’azienda ed essere gestita in modo efficiente.

Come scegliere la soluzione giusta

I criteri di scelta per una soluzione di gestione identità digitale devono partire da un’analisi attenta delle esigenze aziendali. È importante valutare il numero di utenti e dispositivi da gestire, il livello di sensibilità dei dati, il tipo di applicazioni utilizzate (on-premise, SaaS, legacy), e gli obiettivi di compliance da raggiungere. Un altro aspetto critico è l’esperienza utente: una gestione troppo complessa degli accessi può rallentare i processi interni, mentre un sistema troppo permissivo può esporre l’organizzazione a gravi rischi.

Per molte imprese, la scelta più sostenibile è affidarsi a partner specializzati che sappiano consigliare, implementare e mantenere nel tempo soluzioni IAM su misura. La capacità di integrare i sistemi esistenti e formare il personale interno è, infatti, un fattore decisivo per il successo del progetto.

Benefici e criticità nella gestione centralizzata delle identità

Una gestione centralizzata delle identità consente di migliorare il controllo degli accessi, ridurre i tempi di provisioning e deprovisioning, limitare il rischio di accessi non autorizzati e facilitare gli audit di sicurezza. Inoltre, rafforza la protezione contro minacce interne e attacchi esterni come il credential stuffing o il social engineering.

Tuttavia, anche un sistema IAM mal configurato può diventare un punto critico dell’infrastruttura: autorizzazioni concesse in modo eccessivo, processi automatizzati non supervisionati o sistemi scollegati tra loro possono annullare i benefici della centralizzazione. Ecco perché è fondamentale che l’implementazione e il monitoraggio siano continui, documentati e affidati a professionisti con esperienza nel settore.

Per le aziende che vogliono rafforzare questo pilastro fondamentale della propria sicurezza IT, gestione identità digitale è molto più che un tema tecnico: è una leva di governance, efficienza e protezione a lungo termine. Una sfida che richiede visione, metodo e tecnologie all’altezza del futuro.

Francesca Testa

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