Gus Fring di Breaking Bad sta per arrivare in Better Call Saul

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No, non è uno spoiler su Better Call Saul, tranquilli. Non lo faremmo mai. Se lo scriviamo è perché sono gli stessi autori della serie ad averlo annunciato, anche se con un mezzo enigma. Ebbene sì: Gus Fring sta per arrivare in Better Call Saul. Il cattivo per antonomasia di Breaking Bad sta per fare la sua comparsa nello spin-off dedicato alla vita dell’avvocato Saul Goodman (Bob Odenkirk) prima del suo incontro con Walter White e Jesse Pinkman.

La serie, in onda negli Stati Uniti su AMC e disponibile in Italia su Netflix, ha da poco raggiunto la fine della seconda stagione: un successo enorme di critica, con alcuni commentatori statunitensi che si sono spinti a definirla addirittura migliore di Breaking Bad.

 

Bob Odenkirk in Better Call Saul

 

Non entriamo in questo confronto, ma l’ingresso in scena di Gus Fring non potrà non aumentare il livello della serie. Il grande ritorno di Gianfranco Esposito con il suo personaggio più noto (dopo la parentesi surreale della partecipazione al film dei The Pills) è stato annunciato in modo piuttosto diabolico dal creatore Vince Gilligan.

Prendete i titoli degli episodi della seconda stagione, tenete solo le prime lettere e provate ad anagrammarle. Il risultato? Fring’s back, ovvero Fring è tornato. La voce è iniziata a circolare qualche giorno fa, ma sembrava una delle tante strambe teorie elaborate dai fan più accaniti della serie. Oggi, invece, è arrivata la conferma: Vince Gilligan e il co-creatore Peter Gould hanno ammesso che si trattava effettivamente di un enigma e che la soluzione è proprio questa.

Nelle loro intenzioni, si trattava di un gioco da svelare solo dopo il ritorno effettivo di Fring, come a dire: “avevate gli indizi sotto il naso, come avete fatto a non capirlo?”. I loro piani sono stati però mandati all’aria dalla nerditudine dei fan, che hanno risolto l’anagramma a tempo di record. Ovviamente Gilligan e Gould l’hanno presa benissimo: del resto è la migliore dichiarazione d’amore che potessere immaginare.

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Marco Villa

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