RaiPlay è una bomba: è gratis, ha un bel catalogo e funziona da dio

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Ma voi RaiPlay l’avete mai provato? Sì, perché siamo sempre entusiasti di parlare di ogni novità di Netflix, ci buttiamo con (più o meno) fiducia nelle profondità di servizi di streaming come Infinity di Mediaset, Now Tv di Sky, Tim Vision e stiamo anche attendendo con una certa acquolina l’arrivo di Amazon Video, ma poi ci perdiamo per strada i progetti di casa nostra. Quelli per cui, è il caso di dirlo con grande impeto, paghiamo il canone ogni anno.

Quindi, torniamo all’inizio: RaiPlay l’avete mai provato? Perché il servizio on demand di Rai è una vera bomba. Presente sul mercato da un paio di mesi con il sito e con app per Android e iOS e per smart tv, offre l’intera programmazione in streaming dei 14 canali RAI e, a fronte di una registrazione completamente gratuita, gli utenti potranno guardare una serie di programmi, fiction, documentari, film e concerti direttamente dallo sterminato archivio Rai.

Il tutto senza interruzioni pubblicitarie (giusto uno spot in avvio) e con la possibilità di guardarlo direttamente su tv se si è in possesso di apparecchi come Chromecast o Apple Tv o se si possiede una smart tv.

 

Dentro trovate tutte le fiction che hanno fatto la fortuna della Rai degli ultimi anni, come Un medico in famiglia, Braccialetti rossi o Volare, oltre a quelle che segnano la ritrovata qualità della tv di stato, come Rocco Schiavone e le puntate della nuova serie tv La mafia uccide solo d’estate, tratta dal film di Pif. Molte anche le serie tv straniere in streaming gratuito, tra cui The White Queen, The Messengers, Doctor Who, Castle e Criminal Minds.

E vabbè, questo in fondo è il minimo che vi aspettate dal servizio on demand di un network: la riproposizione di ciò che è andato in onda in tempi recenti. RaiPlay, però, stupisce soprattutto sotto un altro punto di vista: i film.

 

Nel momento in cui scriviamo, nel catalogo film ci sono grandi classici come film di Ingmar Bergman e Bernardo Bertolucci, ma anche film più recenti come The Wolf of Wall Street e commedie italiane come Mai Stati Uniti o Workers.

Il sito e l’app sono chiarissimi e funzionano senza problemi, accostando a contenuti più recenti anche il grande archivio RAI, dove pescare, ad esempio, Tante scuse, con Raimondo Vianello e Sandra Mondaini del 1974, uno dei primi varietà moderni, ma anche Onda libera del 1976, con protagonisti Roberto Benigni e Carlo Monni, ambientato in una stalla e infarcito di monologhi rivoluzionari. E poi la vera chicca: Avanzi, il programma cult con Serena Dandini e Corrado Guzzanti

 

 

Se ancora non vi abbiamo convinto, tra i documentari troviamo i Beatles, i Doors, i Depeche Mode, il jazz e la musica classica e nel caso dobbiate intrattenere dei bambini, c’è tutto un catalogo per loro che va dalle puntate dello Zecchino d’Oro a Masha e Orso, da Barbapapà degli anni 70 alle Winx di quest’anno, per fare contenti anche i genitori in cerca di programmi per i figli.

Proprio niente male per la piattaforma online della RAI, che dimostra di essere pronta per la sfida della televisione on demand via internet molto più di altre tv commerciali.

 

 

Simone Stefanini

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