Viaggi

La Galleria Borbonica, l’affascinante labirinto sotterraneo di Napoli

.

 

Non sempre le città sono andate verso l’alto, anzi. Quella è una tendenza dell’ultimo secolo, di andare verso l’alto, una volta era più semplice scavare, e andare sotto.

Le città sotterranee arrivate ai giorni nostri sono luoghi magici, meravigliosi, in cui perdersi, da visitare assolutamente.

Se a Milano c’è molto da vedere scendendo nel sottosuolo, a Roma ovviamente ancora di più, forse non tutti sanno che a Napoli c’è un’incredibile e gigantesca galleria visitabile, scavata più di 150 anni fa: la Galleria Borbonica.

Il decreto che fece partire i lavori infatti risale al 19 febbraio del 1853 e fu firmato da Ferdinando II di Borbone: ai reali serviva un viadotto sotterraneo che garantisse un percorso militare rapido in difesa della Reggia oltre che una rapida via di fuga in caso le cose si mettessero male.

Del resto i Borboni avevano ben ragione di temere per la loro incolumità: era un periodo “vivace” nel Regno delle Due Sicilie – così come in quello che nel giro di pochi anni avremmo chiamato Regno d’Italia – che proprio in quel periodo andava verso l’unità, giunta nel 1861.

 

.

 

I Borboni così volevano stare tranquilli: e per avere una via di fuga commissionarono all’arch. Errico Alvinodi progettare un viadotto sotterraneo che, passando sotto Monte Echia, congiungesse il Palazzo Reale con piazza Vittoria, prossima al mare e alle caserme“. E così fu. Il sito della Galleria Borbonica racconta che “L’architetto progettò uno scavo con sezione trapezoidale, muri d’imposta a scarpa, larghezza e altezza di 12 metri, suddivisa in due gallerie per gli opposti sensi di marcia” e il tunnel, fu scavato con le tecniche dell’epoca, per cui con picconi, martelli e cunei.

Con alcune modifiche in corso d’opera, la Galleria Borbonica arrivò a coprire una lunghezza complessiva di 431 metri.

 

 

Durante la Seconda Guerra Mondiale la Galleria Borbonica fu utilizzata come rifugio antiaereo, e in seguito, fino agli anni settanta come Deposito Giudiziale Comunale dove “veniva immagazzinato tutto ciò che era stato estratto dalle macerie causate dai duecento bombardamenti subiti da Napoli; qui si ammassò anche tutto quello che fino agli anni ‘70 veniva recuperato da crolli, sfratti e sequestri“. Da lì le affascinanti auto e moto abbandonate, mangiate dall’umidità e dalla ruggine, che vediamo nelle immagini.

Se passate da Napoli la Galleria Borbonica è da vedere assolutamente.

Gabriele Ferraresi

Lavoratore intellettuale salariato

Recent Posts

Le creature più strane e iconiche viste in un film fantasy: non solo il Signore degli Anelli

Quando parliamo di creature straordinariamente forti e spaventose, che affondano le proprie radici nella storia…

5 ore ago

Sempre più persone faticano a dormire bene: la spiegazione che arriva dalla scienza

Dormire bene sta diventando sempre più difficile per molte persone, anche per chi non aveva…

1 giorno ago

Quanta energia consuma davvero l’intelligenza artificiale? Il dato che pochi conoscono

Ogni volta che chiediamo a un sistema di intelligenza artificiale di generare un testo o…

1 giorno ago

Il patrimonio di Flavio Briatore tra Formula 1, locali di lusso e televisione

Flavio Briatore è uno di quei personaggi che in Italia riescono a rimanere al centro…

2 giorni ago

Perché Pomeriggio Cinque continua a far discutere il pubblico dopo tanti anni

Pomeriggio Cinque continua a far discutere anche quando sembra non avere più nulla da dimostrare.…

2 giorni ago

Senza sponsor non si resta in scena: quanto pesa davvero un brand sulla carriera di una star

Un volto noto oggi non vive solo di cachet cinematografici o televisivi, ma di accordi…

3 giorni ago