Tempo fa una mia amica ristoratrice mi ha raccontato quanto sia difficile servire i celiaci. Devi trovare le ricette adatte e, in più, nessuna stoviglia – nemmeno una singola posata – deve venire a contatto con cibi o ingredienti che contengano glutine. In pratica, servirebbe una cucina a parte ed è capitato più volte che, dopo aver passato quasi un’intera serata a preparare menu particolari per quell’unico cliente che ne aveva fatto richiesta, poi lo si vedeva addentare una focaccia dicendo “aveva un aspetto così invitante”.
Secondo il settimanale The New Yorker ormai sempre più persone si dichiarano favorevoli ad una dieta senza glutine anche se non ne sono allergici e senza che nessuno studio scientifico dimostri che sia un’abitudine salutare. Se facessero un giro nel Gluten Free Museum capirebbero quanto, in realtà, sia triste la vita di un celiaco se si considera quanti cibi sono costretti ad evitare.
Ideato da un anonimo blogger francese, il Gluten Free Museum è un Tumblr che raccoglie immagini prese da dipinti, foto, cartoni e pubblicità a cui sono stati cancellati tutti gli alimenti che contengono il glutine. Il quadro di Paul Cézanne viene privato della sua baguette, il commissario Winchester dei Simpson rimane senza ciambella e Samuel L Jackson non può più addentare il suo hamburger nella famosa scena di Pulp Fiction. Questi e molti altri esempi nel Gluten Free Museum.
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