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Riapre l’Albergo Diurno Venezia, l’arte contemporanea in un luogo magico di Milano

L’Albergo Diurno Venezia a Milano – Foto di Arenaimmagini.it, 2015 © FAI – Fondo Ambiente Italiano

 

È un posto magico – c’è chi lo definisce “la Pompei del novecento” – l’Albergo Diurno Venezia di Milano. Un sotterraneo pensato dall’architetto Portaluppi negli anni venti del secolo scorso, che la Fondazione Trussardi infatti ha scelto come sede di Innamemorabiliamumbum, un progetto dell’artista britannica Sarah Lucas che potremo visitare i giorni 8, 9 e 10 aprile su prenotazione.

 

 

Perché il Diurno Venezia è interessante e una volta nella vita a visitato? Perché è una struttura cruciale per capire una Milano sparita – e per capire come vivevano i milanesi e non di una volta: che ce ne faremmo oggi di un albergo diurno? – e perché è un esempio raro e splendido di architettura art deco, perché il FAI ha fatto un grande lavoro nel riportarlo agli antichi splendori, e le code per visitarlo alle giornate di primavera del 2014 chi c’era se le ricorda ancora. In estrema sintesi perché è bellissimo.

Un tempo aperto tutti i giorni dalle 7 alle 23, lungo 88 metri e largo 14, il diurno vantava una metratura bella abbondante, circa 1200 metri quadrati: dentro c’era tutto quello che poteva servire ai viaggiatori e a chi all’epoca non aveva il bagno in casa. Offriva “bagni di lusso” e “bagni semplici”, barbieri per uomo e donna, manicure e pedicure, volendo anche un’agenzia viaggi.

 

L’Albergo Diurno Venezia di Milano – Foto di Arenaimmagini.it, 2015 © FAI – Fondo Ambiente Italiano

 

Aperto tra la fine degli anni venti – fu costruito tra il 1923 e il 1925 – chiuse nel 2006, poi per circa dieci anni fu lasciato nell’abbandono, anche se c’era chi favoleggiava fosse tutto sommato facile entrarci, tranciando con un tronchese la catena che chiudeva l’accesso dal mezzanino della metropolitana lì in piazza Oberdan…

Ora il Diurno si può visitare con meno sprezzo del pericolo e della fedina penale. Ma tornando alla storia del Diurno, la sua epoca d’ora già negli anni ottanta era finita da un bel pezzo, e il barbiere fu l’ultimo artigiano ad andarsene nel 2006, ma in quegli anni per il Diurno era già il crepuscolo.

Se vogliamo fare un viaggio nel tempo questo video del 1994 è perfetto. Guardate che cos’era Milano a metà anni ’90 e che cos’era il Diurno

 

 

Bene: ma come si fa a visitarlo adesso per la mostra? Da oggi, 29 marzo, sono aperte le prenotazioni, come si legge sul sito della Fondazione Trussardi, ma al momento non sono precisati altri dettagli. In ogni caso: sbrigatevi a prenotare perché temo che la stessa idea l’avranno avuta in tanti.

 

L’Albergo Diurno Venezia di Milano – Foto di Arenaimmagini.it, 2015 © FAI – Fondo Ambiente Italiano

 

Gabriele Ferraresi

Lavoratore intellettuale salariato

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Gabriele Ferraresi

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