Colors, 25 anni
Art
di Gabriele Ferraresi 18 Gennaio 2016

Colors, la storica rivista italiana compie 25 anni e diventa un bellissimo libro

Un volume raccoglie il meglio del magazine pensato da Oliviero Toscani e Benetton

Colors, 25 anni  Il Ku Klux Klan, gente con conetti in testa e un uomo che lancia un cesso? Perché no: su Colors questo e altro

 

È vero: Colors in un certo senso era Tumblr prima di Tumblr. Il magazine pensato da Oliviero Toscani per Benetton a inizio anni ’90 era qualcosa di completamente diverso, di nuovo, di inimmaginabile prima. Non gliene fregava niente della concorrenza – e per mille motivi poteva permetterselo – ma poi, quale poteva essere la concorrenza? Non esisteva nulla di neanche lontanamente simile. Colors ribaltava l’idea di magazine.

 

 

La faceva a pezzetti quell’idea, la decostruiva: niente celebrità, niente editorialisti, niente notizie in senso stretto almeno per come intendiamo – e come si intendevano – quelle lette sui quotidiani. Solo un giro del mondo stordente, con foto imprevedibili e storie inedite, a volte un pugno nello stomaco, a volte bizzarre, altre curiose, altre commoventi, altre tutte queste cose insieme.

Grazie all’occhio di Toscani – e a quello dell’art director che scelse, Tibor Kalman, proveniente da Interview e scomparso nel 1999 – nasce un magazine in cui ogni numero è monotematico, e nelle pagine trovi di tutto, le storie degli ufficiali della Lega dei Gay di New York, delle aspiranti ginnaste cinesi o dei bambini straccivendoli in India. Di tutto, ed è tutto imprevedibile, tutto nuovo, tutto mai visto.

 

I 25 anni di Colors  La cover di COLORS. A book about a magazine about the rest of the world, Damiani, 2015

 

Oltre al battesimo di Colors, nel 1991 ne capitano di cose: scoppia la Guerra nel Golfo, crolla l’URSS, parlando di musica, esce Dangerous di Michael Jackson, parlando di cose che avrebbero rivoluzionato il futuro nasce il web, c’è anche una data per il compleanno del www, il 6 agosto. È l’alba di un’epoca in cui le immagini esploderanno dagli schermi, ci travolgeranno – e noi le potremo usare per travolgere gli altri, certamente – e adesso ci siamo dentro in pieno in quell’epoca. All’epoca Toscani sceglie immagini forti – coerente con la comunicazione di Benetton dell’epoca – mentre Kalman pensa a un progetto grafico pulito, su carta riciclata e non patinata. È avanti anni luce, funziona.

Funziona bene, tanto che nel luglio 2016 Colors compie 25 anni e un volume di Damiani – a cura di Sebastiano Mastroeni, Alessandro Cavallini e Andrea Cavallini – ne racconta il meglio dei primi 90 numeri. Ho parlato un po’ di Colors di oggi insieme a Patrick Waterhouse, attuale editor-in-chief di Colors.

 

I 25 anni di Colors  Le dimensioni contano, anche su Colors

 

Prima di parlare di Colors: ho visto che hai vinto il Börse Prize con il tuo progetto fotografico su Johannesburg
Sì, con un progetto su un edificio di Johannesburg che ho realizzato con Mikhael Subotzky, su un edificio che abbiamo seguito per sei anni. È stato un modo per raccontare i sogni infranti della modernità.

 

Patrick Waterhouse + Peter Subotzky The Guardian - Ponte City from Yeoville Ridge, 2008 – Mikhael Subotzky & Patrick Waterhouse/Goodman Gallery

 

Passando a Colors, come scegli o come scegliete il tema dei numeri? Più che un magazine Colors sembra un libro
Scegliamo il soggetto di un numero cercando un argomento che sia rilevante per l’epoca in cui viviamo. Andiamo oltre i titoli a effetto e osserviamo la realtà da più angolazioni possibile. Cerchiamo di mettere insieme prospettive differenti. Per le cover il mio approccio è sempre stato quello di creare illustrazioni che possano rappresentare tutto il contenuto, invece di scegliere una sola foto.

 

I 25 anni di Colors  That’s Amore, su Colors

 

Cosa deve avere una storia per finire su Colors?
Le storie che pubblichiamo devono avere in realtà un solo aspetto in comune: devono essere storie potenti sia dal punto di vista editoriale che iconografico.

Sei editor in chief dal 2011, tra le tue innovazioni ricordo le Survival Guide
Sì, una volta che sono diventato prima Creative Director, poi Editor in Chief, ho pensato alle Survival Guide, era importante non mostrare solo il mondo a chi leggeva Colors, ma anche fargli vedere come si potevano fare delle cose.

I 25 anni di Colors  Una delle Survival Guide pubblicate da Colors, molto interessante in alto a destra “Come sbarazzarti delle scorie nucleari”

 

In quanti lavorate a ogni numero?
Ci lavoriamo io e un team di 8/10 persone in redazione, ne discutiamo insieme. Ma naturalmente ogni numero di Colors si appoggia a un numero più grande e molto variabile di collaboratori sparsi in tutto il mondo.

 

I 25 anni di Colors  Una doppia di Colors

 

Non posso non farti l’inevitabile domanda sul futuro della carta stampata…
Il futuro dei giornali? Be’, dipende. Penso che per i quotidiani sarà molto complicato, in fondo per loro la concorrenza non è neanche più un altro quotidiano, ma uno smartphone. Per i magazine è molto diverso, penso che per i magazine di qualità, magari trimestrali o quadrimestrali, che propongono giornalismo di qualità, ci sarà sempre spazio. E infatti una delle fonti della mia ispirazione sono i magazine indipendenti.

Uno dei messaggi di Colors quando nacque era “la diversità è una ricchezza”
Credo che oggi sia un messaggio più vero e giusto che mai, che sia ancora un messaggio attualissimo. Più globalizzazione significa più complessità, basti pensare alle disuguaglianze di reddito. Ma dobbiamo fare uno sforzo e cercare di esserne consapevoli, dobbiamo avere il coraggio di accettare questa complessità e capirla.

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Senza Titolo Serigrafia di Ester Grossi

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Ester Grossi Nata ad Avezzano (AQ) nel 1981. Diplomata in Moda, Design e Arredamento presso l’Istituto d’Arte Vincenzo Bellisario, nel 2008 ha conseguito la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il DAMS di Bologna. Si dedica da anni alla pittura e ha all’attivo diverse mostre in Italia e all’estero; è vincitrice del Premio Italian Factory 2010 e finalista del Premio Cairo 2012. Nel 2011 è stata invitata alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Abruzzo). Come illustratrice ha realizzato manifesti per festival di cinema e musica (Imaginaria Film Festival, MIAMI, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto) e cover per album di band musicali (A Classic Education, LIFE&LIMB). Collabora frequentemente con musicisti per la realizzazione di mostre e installazioni pittoriche-sonore. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Thomas Raimondi Nato a Legnano (MI) il 17 Maggio 1981. Laureato al Politecnico di Milano in Design della Comunicazione. Graphic e visual designer freelance attivo nella scena underground con numerose pubblicazioni (Luciver Edition, Faesthetic, Belio, Le Dernier Cri, Laurence King.) e mostre in Italia e all’estero. Le ultime personali «Burn Your House Down» nel 2013 presso la galleria Kalpany Artspace di Milano (Circuito Rojo) e la residenza d’artista per Alterazioni Festival 2014, Arcidosso (GR) con l’istallazione site-specific «Inside/Outside». Lavora e ha lavorato per diverse realtà nazionali ed internazionali come VICE, Rolling Stone Magazine, Rockit, Mondadori, Men’s Health, Salomon, Motorpsycho, T-Post e molte altre. Nel 2008 ha ricoperto il ruolo di docente d’illustrazione presso l’accademia NABA di Milano continuando, a oggi, a collaborare con regolarità. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Marino Neri

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Marino Neri Marino Neri è fumettista e illustratore. I suoi libri a fumetti sono Il Re dei Fiumi (Kappa Edizioni, 2008) e La Coda del Lupo (Canicola, 2011), tradotti e pubblicati anche in differenti lingue e paesi. I suoi disegni sono apparsi su riviste nazionali e internazionali e ha partecipato a diverse esposizioni collettive e personali in tutta Europa. Nel 2012 il Napoli Comicon e il Centro Fumetto Andrea Pazienza gli assegnano il Premio Nuove Strade come miglior talento emergente. È attualmente al lavoro sul suo nuovo libro a fumetti Cosmo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Monica Bellucci Serigrafia di Checko's art

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Checko's art Nato nel 1977 a Lecce. Uno degli esponenti della Street Art italiana. Il suo percorso artistico ha inizio a Milano nel 1995 come writer. Attualmente abita al 167B «STREET», uno spazio fisico dedicato all’arte che, partendo dalla periferia (la 167B di Lecce, noto quartiere popolare), si propone come centro espositivo in continua mutazione. I suoi lavori si basano prettamente su murales, realizzati negli spazi pubblici, non solo con intento di riqualificare le zone grigie, ma per comunicare con le nuove generazioni. Ha partecipato a numerose mostre d’arte e contest collettivi in Italia e all’estero. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Luca Zamoc

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Luca Zamoc Luca Zamoc è nato a Modena nel 1986. Sin da piccolo ha trovato ispirazione nei fumetti anni ‘80, nella Bibbia e nell’anatomia umana. Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Milano, dove ha conseguito un titolo in Graphic Design & Art Direction. Il suo lavoro abbraccia diversi media, dal digitale ai muri, passando all’inchiostro, carta e fumetto. Negli ultimi anni ha lavorato e vissuto in diverse città quali Milano, Berlino, Londra, Los Angeles, New York e Istanbul. Oggi vive e lavora a Barcellona. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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