Se svenite alla vista di una goccia di sangue, questo artista non fa per voi. Si chiama Fabio Magalhaes, viene da Salvador in Brasile e dipinge ad olio se stesso come se fosse vittima della mente malata di un serial killer. Orribili torture, il cadavere a pezzi dentro sacchi di plastica, cose così. L’iperrealismo dei suoi quadri disturba più di un film dell’orrore. Le sue opere d’arte sono il risultato di un modus operandi che fa parte dell’universo fotografico e si traduce in una sorta di realtà parallela attraverso la pittura. Decisamente inquietante, difficilmente collocabile nel vostro salotto buono. O no?
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