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La Palomba: da cava abbandonata a luogo d’arte antropologica

Il Parco Scultura La Palomba, progetto portato avanti dallo scultore Antonio Paradiso, posto nel Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri, è situato poco fuori Matera e raccoglie singolari sculture sparpagliate all’interno di una galleria all’aperto nascosta in una cava abbandonata. Alcune di queste sono state ricavate dalle macerie dell’11 settembre.

Nelle vicinanze di Matera, località situata in Basilicata nota per l’unicità dei suoi Sassi, si trova una cava di tufo ormai dimenticata, all’interno della quale sono state rinvenute bizzarre sculture dalle forme più o meno astratte. Nonostante il gruppo scultoreo si trovi accanto a una strada principale, potrebbero non catturare l’attenzione dei visitatori qualora non si trovassero lì appositamente, a meno che non si tratti di un occhio particolarmente vigile.

Interessante che nel 2013 lo scultore Antonio Paradiso abbia voluto realizzare una mostra d’arte duratura con le sue stesse opere, che periodicamente viene valorizzata attraverso l’inserimento provvisorio di opere di altri artisti contemporanei, create nella stessa Matera, attraverso un concreto approccio con l’ambiente circostante.

Si tratta di un luogo d’arte antropologica, come sottolinea lo stesso Paradiso: opere e territorio si fondano delicatamente dando vita a un paesaggio culturale-geologico, all’interno di una cava, elemento che sancisce la progressiva interazione fra l’uomo e l’ambiente. Il tufo locale nel tempo è stato sempre più adoperato per scopi ricreativi a livello architettonico e ornamentale. Ancora adesso alcuni artisti locali ne fanno uso, servendosi di un metodo che sia adeguato rispetto alle pratiche di lavorazione contemporanee.

20 tonnellate di metallo, barre e travi d’acciaio rinvenute fra i resti del World Trade Center dopo l’11 settembre: fra i 9.000 artisti che hanno domandato l’autorizzazione per trasformare parti di questo in forme artistiche e l’unico ad aver avuto effettivamente il permesso è stato proprio Antonio Paradiso, che ha potuto inoltre scegliere liberamente quali elementi usare. Alcune delle opere del Parco Scultura La Palomba sono dunque state ricavate dalle macere dell’11 settembre.

Se è vero che nella vita si ha sempre la possibilità di reinventarsi dando sfogo alla propria indole creativa, riscoprirsi a partire da qualcosa di già esistente per poter dar vita a qualcosa di nuovo, l’architettura a cielo aperto del Parco Scultura La Palomba, a cura di Antonio Paradiso, ne è di sicuro un esempio lampante.

Se non amate fare code, luoghi affollati e mete esageratamente turistiche, ma amate al contrario arte e scenari suggestivi, questo parco, costantemente aperto e visitabile gratuitamente, potrebbe esser proprio quello che fa per voi.

Camilla Campart

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Camilla Campart

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