Art

L’arte urbana di Giulio Vesprini che cambia il volto alle città

Una città colorata è più bella di una città senza colori. Partendo da questa banalità assolutamente veritiera, vi presentiamo l’ultimo dei lavori di Giulio Vesprini. Classe 1980, si occupa di arte urbana dal 2004 e ha partecipato a molti progetti in Italia e all’estero.

I suoi lavori sono stati pubblicati molte volte (Basic Logos Book, Web Index Design, Fresh Public, Design&Design, Illustratore Italiano) e ha partecipato ad esposizioni in spazi come il DEJ “Digital is Human” al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano,“Banlieue” presso Institut Francais sempre a Milano, “Le MUR” a Saint-Étienne e il CHEAP Festival a Bologna. Dal 2009 cura “Vedo a colori”, un progetto di riqualificazione urbana che sta trasformando il porto di Civitanova Marche attraverso la street art.

Nel 2013 fonda lo studio indipendente Asinus in Cathedra e nello stesso anno inizia la sua ricerca sul concetto di Archigrafia che trasforma in un workshop e azioni itineranti interrogandosi sulla relazione tra grafica e architettura, tra comunicazione e spazio. Dal 2005 espone costantemente i suoi lavori in gallerie nazionali ed estere e negli anni realizza importanti progetti creativi per clienti come Ikea Italia, Bruno Barbieri, Pinacoteca Civica di Ancona, Il Sole 24 Ore, Enel, Rag&Bone NYC e molti altri.

Questa volta ci mostra il suo ultimo lavoro, Struttura G041, di cui vi mostriamo in questa galleria tutto il making of.

Giulio Vesprini descrive così Struttura G041:

“La mia ricerca, che sia su una parete o su una superficie piana, è caratterizzata da due aspetti principali: da un lato le forme geometriche e astratte, dall’altro alcuni importanti elementi di botanica che comunicano con le grafiche colorate. Le mie opere nascono dallo studio dei grandi maestri del minimalismo e dell’astrattismo in cui la forma rappresenta l’idea principale. “Struttura G041” è il mio primo lavoro su una superficie piana dopo tanti interventi su pareti verticali. Questo lavoro è stato realizzato nel primo parco giochi della città di Fermo e si adatta perfettamente all’ambiente che lo ospita, il “Parco della Mentuccia”. Le forme, i colori e gli elementi unici della botanica, che caratterizzano il mio lavoro, dialogano perfettamente con lo spazio e sono in grado di cambiare la prospettiva dell’area urbana arricchendola con una nuova combinazione di colori senza rivoluzionare il suo contenuto. Il lavoro vuole essere un primo approccio al potenziamento del parco, una traccia che vista da sopra diventa un luogo caratterizzante, ricreando un punto d’incontro tra cultura, sport e natura.”

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Per tutte le informazioni, visitate il suo sito ufficiale

Simone Stefanini

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