L’uomo e lo spettacolo della natura, nelle foto di Lukas Furlan

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Nelle sue fotografie Lukas Furlan riesce a far dialogare, con estrema forza ed efficacia, il particolare e l’universale. Un occhio capace di mostrare l’immensità e rendere intellegibile il segreto che si cela dietro paesaggi naturali mozzafiato, da lui incontrati nel corso di numerosi viaggi, dalle Alpi alle cime dell’Etna.

E allo stesso tempo in grado di far risplendere, attraverso un gioco di delicati equilibri, la luce emanata dai più docili particolari, dando vita così a dei quadri che colpiscono per la combinazione di grazia e potenza narrativa.

Altoatesino, classe 1990, attualmente Lukas Furlan vive e studia a Vienna. I suoi lavori, che raccontano anche il suo amore per la natura e la sua passione per i viaggi, sono tutti conservati tra sito ufficiale e profilo Behance e Instagram.

Lo abbiamo intervistato per scoprire la storia, così come la passione e la tecnica, che si nascondono dietro il profilo di uno dei migliori giovani fotografi italiani.

 

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Quando è nata la tua passione per la fotografia paesaggistica?
Sono nato e cresciuto nel Nord Italia, nel cuore delle Alpi. Per questo motivo ho sempre avuto un certo rapporto con la natura, e in particolar modo con le montagne. È interessante notare come nei miei primi anni di fotografia fossi concentrato su altre cose, come i ritratti o gli sport estremi. Ma dopo qualche tempo mi sono reso conto di quanto possano essere fantastiche un paio di notti in montagna. Ancora più fantastiche se puoi fotografare quei momenti come un’alba chiara o un tramonto velato dalla nebbia mentre ti trovi in cima a una vetta. Molte persone vivono le montagne durante il giorno, ma io direi che è verso l’alba e il tramonto che si compie la vera magia di questi luoghi.

Cosa hai deciso di fotografare agli inizi?
Direi più o meno tutto. Persone, architettura, natura. Attraverso questa varietà di soggetti sono riuscito a raggiungere un feeling migliore con la macchina e a comprendere meglio il mondo della fotografia.

Quali sono gli elementi che entrano in gioco in una fotografia che si può definire “perfetta”?
In primo luogo la foto deve essere visivamente accattivante, grazie alla sua composizione ma anche alla sua luce. Ogni fotografo poi secondo me dovrebbe chiedersi: Perché voglio fare questa foto così particolare? Oltre a questo io direi che è anche importante che lo spettatore abbia la libertà di interpretare la foto.

 

 

Quanto è importante il processo di editing digitale nelle tue foto?
È una parte importante e necessaria per ogni immagine su cui mi trovo a lavorare. Attenzione però, modificare le immagini per me non significa manipolarle, o rimuovere e aggiungere degli elementi. È qualcosa più legato alla regolazione dei contrasti e alla messa a punto dei colori. In fin dei conti la camera è solo uno strumento, non conosce al momento dello scatto quelle che sono le tue intenzioni.

Quali sono i fotografi che ti ispirano?
Ci sono molti grandi fotografi che mi ispirano e non sarebbe giusto citarne uno solo. Ma al momento mi piace molto il lavoro di Reuben Wu e quello di Øystein Aspelund.

Qual è la prossima location che sogni per le tue foto?
Beh, ci sono molti ottimi posti là fuori, è difficile sceglierne uno. Mi piacerebbe visitare la Mongolia un giorno, grandi e vasti paesaggi e una meta non così popolare tra i fotografi.

Marcello Farno

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Marcello Farno

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