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Shines a Light è un’installazione che descrive la nostra ossessione per la tecnologia

Tre persone siedono su di una panchina, nessuna interazione tra di loro, che sono totalmente assorti dalle luci dello smartphone. Così immersi da non accorgersi neanche di non essere soli. Di sicuro stanno comunicando, ma visti da fuori sembrano totalmente astratti dalla vita reale.

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Quella che sembra una scena normale, in realtà è Shines a Light, un’installazione che fa parte dell’Amsterdam Light Festival, creato dall’agenzia Design Bridge che ci ha gentilmente concesso le foto per questo articolo.

 

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La scultura è stata creata da Gali Lucas, che è stato ispirato proprio dalle luci degli smartphone che illuminano i volti delle persone, quando d’inverno fa buio presto, specie nei parchi, sulle biciclette,sulle panchine, nei café. Vedere quei volti illuminati dal basso è un’esperienza molto strana, quasi inquietante.

Dice lo scultore: “Nelle nostre vite, questa luce spesso è l’unico mezzo che abbiamo per connetterci tra di noi, eppure ci isola  totalmente, ci allontana dal resto del mondo.”

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Per creare questa scultura molto evocativa, Lucas, che di solito lavora in due dimensioni, ha collaborato con la scultrice Karoline Hinz.

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Il risultato del loro lavoro è neutro: non giudica in modo positivo o negativo le persone che tutti i giorni usano gli smartphone per lavoro o per comunicare con gli amici, è piuttosto un modo per osservare ciò che accade a tutti noi visti da fuori.

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Guardandola, riflettiamo sia sull’ingerenza della tecnologia nelle nostre vite, sia su quanto sia ormai impossibile fare a meno dello smartphone, infinitamente più potente dei computer fissi solo di qualche anno fa. È entrato nella vita di tutti, dai ragazzini agli adulti, per un motivo: la praticità. Tutto è più semplice con lo smartphone, dai rapporti interpersonali alle comunicazioni di lavoro, ma la super reperibilità a cui siamo soggetti ci mette ansia e tutti gli eventi ai quali dovremmo partecipare ci fanno ammalare di FOMO (Fear Of Missing Out), la paura di mancare a qualcosa, mentre la vita scorre.

Questo è il 2018, quasi 2019 e la scultura Shines a Light lo rappresenta alla perfezione.

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Simone Stefanini

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Simone Stefanini

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