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Skateboards Confluence, tavole da skate d’artista in mostra a Milano

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In Italia è ancora un po’ materia per eletti, ma la skateboard art dall’altra parte dell’oceano ha già una bella storia alle spalle, un presente florido, e un passato decennale già celebrato più di dieci anni fa da mostre importanti come Beautiful Losers, e dal film omonimo, e se non vi basta, lustratevi gli occhi con Complex che ha raccolto le 25 migliori tavole degli anni ottanta.

Insomma, di cose belle da scoprire ce ne sono sempre: e ce ne sono esposte anche a Milano alla Galleria Seno, per la mostra Skateboards Confluence, una delle prime del genere in Italia, che per la prima volta propone a livello nazionale circa quaranta artisti “insider” dello skatebording che esporranno i loro lavori affiancando quelli di altri cento giovani emergenti in concorso selezionati dalla galleria.

 

 

La mostra si può visitare dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19, fino al 30 settembre – ma è chiusa nel mese di agosto – noi abbiamo voluto farci raccontare dalla curatrice Veronica Picelli qualcosa di più. “Skateboards Confluence nasce dall’idea di portare in Italia la skateboard art, che non è minimamente concepita nel mondo artistico nostrano: inizialmente si era pensato di fare una mostra su invito, con ragazzi che gravitano intorno al mondo dello skateboarding, e dare loro l’opportunità di dipingere una tavola per fare una mostra. Poi abbiamo deciso di ampliare la cosa a tutti aprendo un bando pubblico a cui hanno poi partecipato un centinaio di giovani emergenti che anche loro si sono poi cimentati nel dipingere queste tavole. La vincitrice di questo concorso è stata Elena Redaelli, che ha vinto una mostra personale in galleria da noi. Il concorso nasce anche in funzione del fatto di aprire questo mondo a una sezione giovani della galleria“.

 

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Se dovessi fare una breve storia della skateboard art, da dove partiresti?
La nostra mostra nasce anche da Beautiful Loser, una mostra dedicata alla street culture che è stata fatta in California nel 2005. Diciamo che l’intento è quello di proporre per la prima volta a livello nazionale questi artisti dello skateboard: mentre in America è una forma d’espressione artistica già nota dagli anni novanta e anche a livello internazionale con artisti che hanno un grande rilievo anche nel mondo dell’arte istituzionale – per fare qualche nome: Ed Templeton, Jim Phillips, Marc Mckee, Sean Cliver – in Italia non è ancora approdata, come per esempio negli anni ottanta è accaduto al fenomeno del graffitisimo. Volevamo dare un contributo a portare qui questa forma d’arte.

Facciamo un panorama della skateboard art in Italia
C’è ancora poco, ma qualcosa c’è: gli unici ragazzi che posso citare e che conosco e se ne occupano di spingere queste iniziative, sono i ragazzi di Filler che ogni anno organizzano una bella manifestazione, poi i ragazzi di Bonobo Lab che stanno a Ravenna, e sono ben inseriti e Bastard che ha fatto un tot di mostre sulla skateboard art, anche con artisti internazionali. Anche per questo era importante celebrare e storicizzare il mondo dello skate, perché a livello istituzionale, o di gallerie c’è poco.

 

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Una volta terminata la mostra che fine fanno le tavole? 
Intanto la mostra è andata bene, ce l’hanno chiesta a Roma, a Viareggio in provincia di Como e stiamo valutando le varie opportunità: ne abbiamo vendute già un buon numero, c’è una banca che vuole comprarne altre e un altro buon numero andrà all’asta. Le tavole che alla fine andranno invendute – speriamo poche! – verranno restituite ai ragazzi che le hanno dipinte.

Tu vai in skateboard Veronica?
Ci ho provato: rovinosamente. Lo lascio fare a chi lo sa fare.

Gabriele Ferraresi

Lavoratore intellettuale salariato

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Gabriele Ferraresi

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