In questi anni convulsi, molti non sanno che fare della propria vita neanche quando hanno 30 anni, figuriamoci a 12 anni. Di solito quell’età è la più confusa: spuntano i primi peli e gli amici fanno spazio agli amori, del resto non ce ne frega proprio niente.
Beh, fortunatamente non siamo tutti uguali e Callum Donovan Grujicich ne è l’esempio lampante, un dodicenne che ha già trovato la sua più grande passione: la scultura.
I suoi soggetti sono fatti con materiali di scarto, oggetti trovati in giro per strada, che vengono portati a nuova vita. Raffigurano personaggi inquieti, strani, che rivelano un’incredibile maturità di fondo.
Soggetti malinconici e disturbanti, che sembrano usciti da un film di Tim Burton o Guillermo Del Toro, e invece escono dalla fantasia di un ragazzino delle medie. Ai molti che hanno chiesto a Callum cosa volessero dire le sue sculture, lui ha risposto risolutamente che non vuole parlare di significato, vuole che le persone decidano cosa i suoi lavori significhino per loro.
Proprio come un vero artista.
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