In un’epoca in cui l’attenzione verso il bullismo e le discriminazioni sociali è sempre più marcata, tre fratelli di Rimini hanno deciso di cambiare il proprio cognome per evitare potenziali episodi di derisione legati a un cognome ritenuto imbarazzante.
Questa scelta, che ha coinvolto l’intera famiglia, è stata resa possibile grazie alla normativa italiana che consente il cambio del cognome previo giustificato motivo, e rappresenta un caso emblematico di prevenzione rispetto a possibili problemi di integrazione sociale.
Cambio di cognome per motivi di sensibilità sociale
La vicenda prende avvio nel 2022, quando il fratello di mezzo ha avviato la procedura per sostituire il cognome paterno “Bocchini” con quello materno “Muratori”. L’avvocata Cinzia Novelli, che ha seguito il caso, ha spiegato che la richiesta è stata depositata nel 2022 e approvata ufficialmente nel 2023. Nonostante il ragazzo non fosse stato vittima di episodi gravi di bullismo, aveva comunque subito alcune battute che lo avevano spinto a prendere questa decisione. Questi episodi, anche se lievi, riflettono una sensibilità crescente nei confronti delle dinamiche sociali e del rispetto della dignità personale, specialmente tra i giovani.
Successivamente al via libera della Prefettura, anche il fratello maggiore ha deciso di procedere con il cambio del cognome, seguito infine dal più piccolo, un diciassettenne. La famiglia ha così ufficialmente adottato il cognome materno, abbandonando quello di nascita. Una decisione condivisa anche dal padre, che non ha sollevato obiezioni: “Ha le spalle larghe e non ci fa più caso”, ha dichiarato l’avvocata Novelli, sottolineando come il disagio sia principalmente legato alle dinamiche tipiche dell’età adolescenziale e ai contesti sociali in cui i ragazzi si relazionano.
Il diritto italiano prevede la possibilità di modificare il cognome quando vi siano motivazioni valide e giustificate, come nel caso di disagio sociale o personale. La procedura, che coinvolge la Prefettura e può richiedere diversi mesi, mira a tutelare l’identità senza però creare situazioni di abuso o confusione giuridica. Il caso dei fratelli riminesi è emblema di una scelta che va oltre l’aspetto formale, entrando nel campo della tutela della salute mentale e del benessere sociale.
È interessante notare come, nel contesto attuale, il cambio di cognome possa essere uno strumento di prevenzione contro fenomeni come il bullismo e la stigmatizzazione. Sempre più famiglie e giovani, infatti, valutano questa possibilità per evitare situazioni sgradevoli e per favorire un ambiente sociale più inclusivo e rispettoso.
La decisione di una famiglia di adottare un nuovo cognome non riguarda solo gli aspetti burocratici, ma coinvolge profondamente le dinamiche affettive e identitarie. Nel caso di Rimini, la scelta condivisa e supportata da tutti i membri ha facilitato un percorso di crescita sereno per i ragazzi, limitando il rischio di isolamento o disagio psicologico.
