Nuovi rincari colpiscono il mercato delle sigarette e del tabacco in Italia, con aumenti dei prezzi che entrano in vigore da oggi, venerdì 14 febbraio.
Dopo il primo aumento registrato a gennaio, che ha interessato marchi come Philip Morris e Marlboro Gold, questa seconda tranche di adeguamenti riguarda ora ulteriori produttori di rilievo internazionale, quali Winston, Camel e Benson & Hedges. L’incremento dei costi è stato ufficializzato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha pubblicato la nuova tabella dei prezzi aggiornata in base alle modifiche sulle accise stabilite dall’ultima legge di bilancio del Governo Meloni.
Incrementi generalizzati su sigarette, sigari e tabacco trinciato
L’adeguamento dei prezzi coinvolge più di cinquanta prodotti, con rincari medi di circa 30 centesimi a pacchetto, un aumento coerente con quanto previsto dalla normativa fiscale attuale. Tra i prodotti più colpiti figurano le diverse varianti delle Camel (Blue, Orange, Yellow, Silver), le linee Winston (Red, White, Blue, Compact, Expand) e le Benson & Hedges (nelle versioni Blue, White, Yellow e Red).
Ad esempio, un pacchetto da venti sigarette di Camel Blue passa da 6,00 a 6,30 euro, mentre il prezzo di un pacchetto di Winston Blue sale a 5,80 euro. Non si tratta solo di sigarette, ma anche di sigari e tabacco trinciato: una confezione da cinque pezzi di Villiger Premium N°1 ora viene venduta a 7,90 euro, mentre per quanto riguarda i sigaretti il pacchetto da venti Roll’s Red costa ora 5,40 euro. Anche il tabacco trinciato non è esente dagli aumenti: un pacchetto da 45 grammi di Winston Blue raggiunge ora il prezzo di 12,40 euro.
L’incremento dei prezzi è direttamente legato all’aumento delle accise disposto dalla più recente manovra finanziaria approvata dal governo. Questa misura ha l’obiettivo di disincentivare il consumo di prodotti del tabacco e di aumentare le entrate fiscali dello Stato.
La strategia prevede ulteriori aumenti programmati per i prossimi anni: si stima che nel 2027 il prezzo delle sigarette subirà un aumento di circa 10-12 centesimi, seguito da un ulteriore incremento di 13-14 centesimi previsto per il 2028. Questo trend riflette la volontà delle autorità di continuare a contrastare il tabagismo attraverso politiche fiscali restrittive, considerando anche le implicazioni sanitarie e sociali del consumo di tabacco.
Gli operatori del settore, quindi, sono chiamati a rivedere regolarmente le proprie strategie di prezzo in base alle variazioni fiscali, mentre i consumatori devono prepararsi a un progressivo aumento del costo di acquisto di sigarette, sigari e tabacco da trinciato.
Questi aumenti non sono esenti da ripercussioni sul mercato e sulle abitudini dei fumatori. L’incremento costante dei prezzi può portare a una riduzione dei consumi, ma anche a un possibile aumento del mercato parallelo e delle contrabbando, fenomeni che rappresentano una sfida per le autorità competenti. Gli esperti sottolineano come l’aumento delle accise sia una misura efficace per spingere verso una diminuzione del fumo, ma allo stesso tempo evidenziano la necessità di accompagnare queste politiche con campagne di prevenzione e supporto per chi desidera smettere di fumare.
