La Capitale si conferma un crocevia culturale di primo piano anche nel nuovo anno, offrendo un panorama espositivo ricco e variegato che spazia dall’arte antica alle avanguardie contemporanee.
Le iniziative museali e le mostre temporanee in programma fino a primavera propongono esperienze uniche, capaci di raccontare epoche, stili e personalità artistiche differenti, in una cornice urbana sempre più rinnovata e accogliente grazie agli interventi di riqualificazione urbana e infrastrutturale.
L’arte tra innovazione e tradizione: le mostre da non perdere a Roma nel 2026
Tra le esposizioni più rilevanti, “Impressionismo e oltre”, ospitata all’Ara Pacis, offre un tuffo nella rivoluzione visiva che ha trasformato l’arte moderna. Curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi e aperta fino al 3 maggio, la mostra presenta capolavori provenienti dai principali musei internazionali, tra cui spicca il celebre “Ritratto di Joseph-Roulin” di Van Gogh. Il percorso espositivo si concentra sull’evoluzione della percezione della luce e del colore, partendo dalle pennellate en plein air di Monet, Renoir e Degas, fino alle geometrie di Cézanne e alle sperimentazioni simboliste di Gauguin. Un’attenzione particolare è riservata al passaggio dal realismo impressionista alle prime avanguardie del Novecento come il Cubismo e il Fauvismo, mostrando come queste correnti abbiano gettato le basi per l’arte contemporanea.
Nello stesso periodo, Palazzo Bonaparte ospita la grande retrospettiva dedicata ad Alphonse Mucha, il maestro ceco che ha rivoluzionato la grafica pubblicitaria e l’Art Nouveau. Curata da Elizabeth Brooke e Annamaria Bava, la mostra, aperta fino all’8 marzo, espone oltre 200 opere tra dipinti, sculture, gioielli e arredi, raccontando l’universo estetico e simbolico di Mucha, dalle celebri figure femminili con aureole floreali fino ai suoi manifesti più iconici come “Gismonda” e la serie “Le Stagioni”. L’esposizione sottolinea anche il suo impegno civile e patriottico, in particolare attraverso gli studi sull’Epopea Slava, e la capacità di fondere arte alta e comunicazione di massa.
Una tappa imperdibile è inoltre la mostra “Dalí. Rivoluzione e Tradizione” a Palazzo Cipolla, curata da Montse Aguer, Carme Ruiz González e Lucia Moni, aperta fino al 1° febbraio 2026. L’esposizione approfondisce il rapporto dialettico tra l’irriverenza surrealista di Salvador Dalí e il suo dialogo con i grandi maestri rinascimentali come Raffaello e Michelangelo. Tra le opere più suggestive si segnala “Autoritratto con il collo di Raffaello”, che mette in luce l’uso della sezione aurea per costruire le sue visioni oniriche, simbolo della fusione tra metodo e intuizione tipica dell’artista catalano.

Le Scuderie del Quirinale ospitano fino al 3 maggio la straordinaria esposizione “Tesori dei Faraoni”, un evento internazionale curato da Tarek El Awady sotto la direzione scientifica di Zahi Hawass. La mostra riunisce oltre 130 reperti inestimabili provenienti dal Consiglio Supremo delle Antichità Egizie e dal Museo Egizio di Torino, tra cui spiccano il Sarcofago d’oro di Thuya, la Triade di Micerino, la Maschera di Amenemope in oro e lapislazzuli, e la monumentale Statua colossale di Ramses II. L’esposizione offre una prospettiva nuova sulla magnificenza del potere faraonico e sulle innovazioni artistiche della rivoluzione di Akhenaton, mettendo in luce anche reperti recuperati da scavi recenti che testimoniano il naturalismo e la maestria artigianale del periodo.
Parallelamente, nel quartiere EUR si segnala la mostra “From Pop To Eternity” dedicata a Mark Kostabi presso lo spazio espositivo La Vaccheria. Curata da Gianfranco Rosini, la rassegna propone un vasto corpus di circa 160 opere che attraversano la carriera dell’artista americano dagli anni Ottanta a oggi. Kostabi è noto per i suoi manichini senza volto, figure argentee e asettiche che incarnano l’alienazione e la solitudine della società contemporanea, in un dialogo visivo che fonde la Pop Art con le atmosfere metafisiche di de Chirico. La mostra, inserita nel programma culturale del Municipio IX, è ad ingresso gratuito e rappresenta anche un’occasione per valorizzare lo spazio rigenerato de La Vaccheria, trasformando il luogo in un punto di riferimento per l’arte contemporanea a Roma.
