Food

Abbiamo assaggiato il mitologico kebab a 1.50 euro di via Padova a Milano

Street food senza fronzoli: il kebab a 1.50 di via Padova a Milano

 

Ma davvero un panino kebab può costare 1.50 euro? Certo che sì, care lettrici e cari lettori di Dailybest. Basta farsi un giro in via Padova a Milano – e non solo, si trovano anche in altri punti della città questi panini super economici – per poter assaggiare l’estrema vetta no-frills del cibo da strada.

Il kebab a 1.50 euro è la nemesi dell’hamburger di McDonald’s a 1 euro, è il guanto di sfida coperto di salsa piccante lanciato dall’Anatolia alla corporation simbolo della globalizzazione alimentare, e al suo ormai imbolsito pagliaccio.

Ma non solo: il kebab a 1.50 euro è il volo Ryanair dell’alimentazione, costa pochissimo, non ha fronzoli, non c’è niente di più di quel che ti serva davvero.

È un cibo, il kebab a 1.50 euro, che è esattamente l’opposto di quel trend alimentare fighetto che ha ben raccontato il critico gastronomico Davide Paolini ne Il Crepuscolo degli Chef, di cui scrivevamo alcuni giorni fa.

 

 

La nostra prova d’assaggio si è svolta da Cleopatra, al civico 27 di via Padova, nella serata di giovedì 20 ottobre.

Non eravamo soli: prima di noi in coda due gentiluomini latinos in giacca e cravatta chiedevano un pollo arrosto intero – pagato 3 euro – che hanno mangiato sul posto insieme a un panino. Poi è arrivato il nostro turno.

Cominciamo dall’estetica: il kebab a 1.50 non ha molto di diverso dal classico kebab che paghiamo sui 3.50 euro. Le dimensioni del panino sono più o meno le stesse, mentre la differenza principale è nella quantità di ripieno.

Di carne ce n’è di meno, e anche il resto dei condimenti sono elargiti con maggiore parsimonia rispetto a un kebab consueto.

 

Street food senza fronzoli: il kebab a 1.50 di via Padova a Milano

 

Ma del resto non c’è nulla di strano e proprio niente di cui stupirsi: su un volo Ryanair ci aspettiamo forse un pasto completo? Dello spazio per le gambe? I comfort del volo di linea di una compagnia di bandiera? Chiaro che no: perché abbiamo pagato poco, e sappiamo che se si paga poco qualche differenza rispetto a pagare di più è da mettere in conto.

Basta esserne avvertiti, basta saperlo e fare poco gli schizzinosi. Ma torniamo al nostro kebab a 1.50 euro: mantenute, almeno da Cleopatra, le consuete possibilità di customizzazione cui siamo affezionati – io preferisco più salsa allo yogurt e meno salsa piccante, ma va a gusti – e procediamo al primo morso.

Il nostro kebab low-cost non si sfalda, e malgrado sia inondato di salse, “tiene” senza disfarsi: voto +. La qualità della carne rosolata sullo spiedo mi è parsa in linea con quella del kebabbaro medio, direi senza infamia e senza lode, ma soprattutto senza grasso e senza quei pezzetti insopportabili che uno non riesce a masticare e deve mandare giù interi, ed ecco a sommarsi un altro voto +.

Venendo ai lati meno positivi, insalata, cipolle, pomodoro, sono presenti in dosi omeopatiche e formano un curioso blob insieme alle salse, con cui si uniscono in un amplesso in cui i componenti e i sapori diventano indistinguibili sia alla vista, che al gusto.

Ma veniamo al dopo: come è andata con la digeribilità? Direi eccellente: nessun problema. Ma lì potrei essere io che digerisco anche le pietre, vai a sapere.

In conclusione: il kebab a 1.50 di via Padova di Cleopatra è quindi promosso se non a pieni voti, almeno con un 6.5/10.

Gabriele Ferraresi

Lavoratore intellettuale salariato

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