Per la serie “piccoli gesti che cambiano il mondo”
Chissà se Scott Fahlman, professore dell’Università di Pittsburgh, ne era cosciente 36 anni fa, esattamente il 19 settembre 1982, di quella piccola evoluzione/rivoluzione nel linguaggio che stava introducendo con 3 semplici tasti: Un due-punti, un trattino medio, una parentesi chiusa. Ovvero :-) ovvero lo ‘smile’, ovvero il primo di quelli che sarebbero stati presto battezzati come emoji, e che da allora han dilagato in ogni forma foggia declinazione sui social e nei vari WhatsApp o Telegram. Questa la mail mandata da Fahlman, che contiene i primi smile:
19-Sep-82 11:44 Scott E Fahlman :-) From: Scott E Fahlman I propose that the following character sequence for joke markers: :-) Read it sideways. Actually, it is probably more economical to mark things that are NOT jokes, given current trends. For this, use :-(
Il professor Fahlman, intervistato per l’occasione dall’Indipendent, non è molto fiero né soddisfatto della propria creazione, tanto da dichiarare “Penso che (gli emoji) siano brutti e che rovinino la sfida di cercare e trovare un modo intelligente per esprimere le emozioni con i caratteri della tastiera standard”. Un colpo al cuore per tutti quelli che ormai parlano più con gli emoji che con le parole, ma nonostante il suo dissenso a posteriori , ormai non possiamo più farne a meno e indovinare intere frasi tramite i simboli è diventato sport nazionale. Buona giornata degli emoji a tutti!
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