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Jujutsu Kaisen: Cursed Clash. Licenza di fandom

Il videogioco su licenza Jujutsu Kaisen: Cursed Clash presenta notevoli possibilità, sfruttate solo in minima parte.

Il videogioco di Jujutsu Kaisen

Che Jujutsu Kaisen: Cursed Clash sia un videogioco destinato, a prescindere, a fare parlare di sé non ci piove, tuttavia, in questa mia analisi vorrei sottolineare come per un titolo del genere, un videogioco sotto licenza cioè, la domanda da porsi in partenza non è tanto “Sarà bello” quanto “rispetterà il materiale d’origine”. Già perché quando si parla di Jujutsu Kaisen si parla, ormai, di un franchise, di larghissimo successo, uno dei manga e, soprattutto, più di successo degli ultimi anni che, nel bene come nel male, ha segnato il nostro immaginario pop degli ultimi tempi. Chiaro ed evidente perciò che quando si trae un gioco da tutto questo agglomerato di pop-culture le aspettative siano molte, con i classici “patemi” d’animo per un videogioco sotto licenza. Ecco diciamo che poste su una bilancia i secondi andrebbero a pesare di più sulle prime. Infatti stiamo parlando di un gioco medio, che si attesta a mio avviso sul 6.2, con i due decimali in più rispetto alla sufficenza strappati grazie alla fedeltà nella ricreazione, in formato 3d, delle iconiche mosse del manga/anime.

Per un franchise come JK si sarebbe, e forse dovuto, pensare a un approccio un pochino più creativo del classico gioco di combattimento 2 v 2 ma tant’è: questo è quanto abbiamo davanti e quindi vi posso dire che, basandomi sul gameplay, questo titolo presenta una qualità media, con degli scontri sicuramente interessanti per via delle mosse che si possono caricare (e di un buon roster di personaggi a disposizione sin dalle battute iniziali) che però un po’ si perde in stage 3D poco ispirati e abbastanza vuoti, distruttibili solo in parte e che quindi non donano mai quell’immersione nel compianto narrativo e estetico che ci si poteva aspettare per un titolo del genere. Dal punto di vista della mobilità dei personaggi ci sono grandi differenze anche se, in linea generale, paiono tutti quanti un po’ troppo bloccati.

Il lavoro eseguito da Byking e Gemdrops è, insomma, un “compitino”, che ci offre una buona realizzazione dei personaggi 3d del manga, con però pochi guizzi. Nonostante, come ripetuto all’inizio del nostro pezzo, il materiale sorgente “incendiario”, questo titolo, che ho provato nella versione per Nintendo Switch,  si presenta come molto annacquato e spento: più un’occasione persa che un’opportunità colta in pieno. Perciò è consigliato solo e soltanto per i super-mega appassionati dell’opera.

 

Mattia Nesto

Fa che la morte mia, Signor, la sia comò 'l score de un fiume in t'el mar grando

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Mattia Nesto

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