Il mondo dei computer è sempre affascinante: molti lo considerano una cosa esclusivamente per nerd ma sfido chiunque a non avere la lacrimuccia facile appena vede una vecchia consolle per videogiochi. Che sia un Commodore 64, o un burbero PC 286 dell’Olivetti, si cade immediatamente in un immaginario fatto di mostri pixelati, omini che si muovevano a scatti e, soprattutto, invidie verso chi possedeva il modello più moderno del tuo. Se poi ci si tratta di modelli sovietici, ecco che tutto si colora di guerra fredda, spie e trabant scassate.
Qui vi mostriamo molti dei più famosi computer russi. C’è’ l’Agat, il primo PC prodotto per la massa: sviluppato tra il 1981 e il 1983 sullo schema di un Apple II, era pensato per la scuola pubblica. Oppure il Korvet: creato dall’istituto di Fisica Nucleare, aveva la possibilità di connettersi ad altre macchine via rete LAN (un vero lusso ai tempi). Ci sono i computer casalinghi come il PK-01, il BK e il Mikrosha (il cui claim pubblicitario diceva: “Mikrosha risolve i problemi di programmazione, sviluppa pensieri e ragiona in modo logico, ricorda le informazioni che vi servono, compone musica e suona con voi e i vostri figli)”. Il Krista aveva addirittura il touch-screen. L’Apogei BK-01 è stato il primo ad utilizzare supporti di memoria come cartucce e dischetti. Infine, l’Okean-240: pensato per le spedizioni esterne, possiamo considerarlo il primo laptop sovietico.
Il sito Russia Beyond The Headline ha pubblicato un interessante articolo dedicato ai più vecchi computer prodotti in Unione Sovietica nei primi anni ’80, ecco alcune foto.
[via rbth.com]
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