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Il fumetto di Davide Toffolo sui campi di concentramento italiani dimenticati dalla storia

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“Per gli sloveni noi italiani siamo stati il Male, e quando l’ho scoperto ho provato vergogna. Ho sentito il bisogno di raccontare questa vicenda, per tenere viva una memoria”.

Davide Toffolo

Grazie a Coconino Press è uscita la nuova edizione di L’inverno d’Italia, il fumetto di Davide Toffolo sulla vergognosa pagina della storia italiana che è stata quasi del tutto rimossa: i campi d’internamento italiani in cui finirono migliaia di cittadini sloveni.

A molti di noi può sembrare strano sentir parlare di campi di concentramento in Italia, di crudeltà inimmaginabili perpetrate dagli italiani ai danni di altri popoli, eppure in questo fumetto si parla proprio del campo di Gonars, in provincia di Udine e del suo progetto di pulizia etnica (leggi massacro) narrato da due bambini ridotti pelle e ossa, prigionieri degli italiani, Drago e Giudita.

 

Nel fumetto non si vedono mai scene di orrore, esse sono lasciate alla narrazione dei due bambini a cui gli italiani hanno già ucciso i genitori.

“Perché ci vogliono uccidere?” – “Perché non parliamo la loro lingua”.

In questa nuova edizione, oltre ai fumetti in stile Peanuts di Toffolo che fanno male al cuore, sono inserite ricerche storiche, foto (ne esistono poche in verità) e disegni degli artisti sloveni che furono internati nel campo, in cui solo nel 1942 morirono 500 persone.

 

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Parte del materiale di documentazione è conservato al Museo di Storia Contemporanea della Slovenia di Liubiana e la ricostruzione del periodo è stata affidata a Paola Bristot, docente di storia dell’arte.

La matita è un’arma di conoscenza di massa e la lettura di questo libro è consigliata a tutti quelli che vogliano approfondire una parte di storia d’Italia sconosciuta ai più, quella in cui la dittatura fascista si è comportata esattamente come quella nazista tedesca, uccidendo persone solo a causa della loro nazionalità.

 

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Il razzismo, un tema caldissimo prima delle elezioni politiche del 2018 è diventato immediatamente secondario subito dopo la tornata elettorale. Certe memorie ci aiutano a non dimenticare mai.

 

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Simone Stefanini

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