Libri

I segnalibri a forma di cibo sono perfetti per chi non smette mai di pensare al cibo

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“Va bene, quando arrivo a pagina 150 mi mangio un biscotto”. È importante fissarsi degli obiettivi e darsi dei premi quando li si raggiunge, peccato che in casi come questo non sia possibile usare un biscotto come segnalibro, per avere sempre sottomano il traguardo.

Non serve una ricerca scientifica per capire che il biscotto inevitabilmente si sbriciolerà, lasciando resti all’interno della rilegatura senza speranza alcuna di salvezza. Avere sott’occhio la croccantezza del biscotto, poi, ti spingerà a leggere talmente veloce da non capire niente pur di arrivare alla fatidica pagina 150. E poi, diciamocelo in sincerità: chi aspetterebbe davvero pagina 150 per mangiarselo?

Cibo e libri, insomma, rischiano di non andare d’accordo, insieme alla possibilità di trasformare la propria fame annoiata in fame di conoscenza… ma per fortuna esistono i giapponesi! Ci hanno pensato loro, infatti, a risolvere anche questo insormontabile problema.

La soluzione sono degli appetitosi segnalibri che sembrano cibo vero, ma in realtà sono fatti di plastica e resina.

Così non avremo più bisogno del biscotto e delle sue briciole, ma anzi potremo sbizzarrirci con cibi anche più fantasiosi: pensate infatti all’effetto che faremo sui nostri vicini di metropolitana quando gireremo per i vagoni con un pezzo di bacon che spunta dalle pagine del volume che stiamo leggendo.

Senza dimenticare quel bell’uovo all’occhio di bue che sembra un miracolo della fisica e della chimica applicate al mondo della cucina. Il nostro preferito, però, è il salmone, che porta con sé anche l’illusione di un bel profumino di pesce.

Che bellezza.

 

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Se vi abbiamo convinti che la vostra vita di lettori non sarà più degna di essere chiamata tale, sappiate che per accaparrarvene uno dovrete navigare in uno shop 100% giapponese. Ma sappiamo anche che di fronte a tanta bellezza saprete acuire il vostro ingegno.

[via Ufunk]

Pietro Raimondi

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