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La vergine del bordello e l’arte di rendere i cliché degli anti-clichè

Ne La vergine del bordello Hubert e Kerascoët compiono un piccolo grande miracolo.

La copertina de La vergine del bordello

Quando ho finito di leggere La vergine del bordello di Hubert e Kerascoët, pubblicata in una bella edizione da Bao Publishing, ho voluto fermarmi un attimo a riflettere. Già perché la storia di Bianca, giovane ragazza che, per varie traversie della vita, si ritrova in una casa di piacere nella Parigi del 1930, pareva essere non proprio il trionfo dell’originalità. Specialmente negli ultimi anni, infatti, una specie di “moda anni Trenta” pare avere pervaso vari media e questo La vergine del bordello, almeno all’apparenza, pareva proprio andarsi adagiare su questo andazzo.

Molto elegante vero?

E invece non è così grazie proprio alla specificità del medium fumettistico. Hubert e Kerascoët riescono infatti a mettere in piedi una storia che, letteralmente, si mette a demolire via via ogni tipo possibile di cliché. Non c’è mai qui il gusto un po’ facilone e retorico per le relazioni ambigue, le situazioni pruriginose e quella specie di “godimento per il disfacimento” che in tante, troppe storie del genere la fanno da padrone. Qui Bianca viene presentata in maniera netta e evidente come un personaggio reale, con problemi concreti e esigenze stringente, senza mai dare spazio alla retorico.

Una vera e propria lezione su come si costruiscono le gabbie

E tutto ciò si compie attraverso, e qui sta proprio la forza del medium fumettistico di cui si faceva riferimento poc’anzi, con un tratto di un’eleganza assoluta e con vignette che lasciano grande spazio anche all’immaginazione della lettrice e del lettore. La vergine del bordello è, sostanzialmente, una storia tragica che però respira di commedia e, alle volte, ha anche qualche rimando a uno stile documentaristico che, vi confesso, ho davvero apprezzato grandemente. L’edizione di Bao Publishing, poi, rende giustizia a questa storia anti-retorica grazie a pagine sufficientemente ampie per poter cogliere ogni tipo di particolare. Se amate quelle atmosfere e le grandi storie di vita, riscatto e lotta per l’auto-affermazione dei propri diritti, La vergine del bordello è la storia giusta per voi.

Mattia Nesto

Fa che la morte mia, Signor, la sia comò 'l score de un fiume in t'el mar grando

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