Quello che vedete qui sopra è lo splendido cortomeraggio animato di Elisa Chee dal titolo Lucy, the Chimp Who Believed She Was Human (Lucy, la scimpanzé credeva di essere umana). Le animazioni fatte con un mix di carta e digitale raccontano la storia di Lucy, una scimpanzé adottata da una coppia di umani per uno strano esperimento psicologico. I due presero con sé Lucy quando aveva solo due giorni di vita, col tempo però si impaurirono dei suoi comportamenti e, temendo il peggio, decisero di mandare Lucy in una riserva africana.
Nel viaggio Lucy è accompagnata dalla dottoressa Janis Carter, ma una volta giunta a destinazione, la dottoressa si accorge che la scimmia non è in grado di interagire coi suoi simili. Dopo un grande lavoro per farla tornare ad essere scimpanzé, Janis torna a casa, quasi cacciata dalla stessa Lucy. Quando l’anno dopo accetta di tornare lì, si rende conto che ormai Lucy è libera, nel suo ambiente e non ha più bisogno di essere de-umanizzata.
Il corto racconta la storia vera e straziante di chi ha provato ad addomesticare un animale contro la sua volontà e di chi ha restituito la libertà alla scimpanzé: la vera Janis Carter, che è rimasta in Africa per oltre 30 anni, fino a oggi. Una riflessione sulle costrizioni che spesso facciamo subire agli animali, che non hanno bisogno di diventare umani per essere meglio di noi.
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