La Carta del Docente si prepara a una nuova fase di ampliamento e riforma, grazie a una sentenza recente che potrebbe estendere ulteriormente i benefici a un numero maggiore di insegnanti precari.
La decisione del Tribunale di Catania, che si allinea con la pronuncia della Corte di Giustizia Ue del 2025, ha rilanciato il dibattito sui criteri di accesso al bonus annuale di 400 euro destinato alla formazione professionale degli insegnanti.
Carta del Docente anche ai professori precari
Introdotta nel 2015 con la riforma Buona Scuola, la Carta del Docente era inizialmente riservata solo ai docenti con contratto a tempo indeterminato. Una serie di ricorsi legali ha spinto il governo a rivedere progressivamente i requisiti, ampliando la platea dei beneficiari anche ai supplenti con contratto fino al 31 agosto a partire dalla fine del 2024.
Nel luglio 2025, una sentenza della Corte di Giustizia Europea ha stabilito che non è possibile discriminare gli insegnanti in base alla durata del loro contratto, sancendo così il diritto al bonus anche per coloro con contratti di durata inferiore. Di conseguenza, nel 2026 la Carta del Docente è stata estesa anche ai precari con contratti fino al 30 giugno. Questa modifica ha però comportato una riduzione dell’importo individuale, che è passato da 500 a circa 400 euro, poiché il fondo complessivo a disposizione è rimasto invariato ma è aumentato il numero dei beneficiari.
Il 10 febbraio 2026, il Tribunale di Catania ha accolto il ricorso di un’insegnante con contratti brevi successivi, confermando che anche chi ha svolto attività didattica con incarichi a termine inferiori ai tradizionali periodi di supplenza ha diritto alla Carta del Docente. La docente in questione è stata riconosciuta titolare di un rimborso retroattivo pari a circa 2.000 euro, corrispondente a quattro anni di diritto non riconosciuto.
Questa sentenza apre la strada a una possibile ondata di ricorsi simili che potrebbero costringere il governo a rivedere nuovamente la normativa, estendendo il bonus a tutti gli insegnanti precari senza distinzione di durata contrattuale. La giurisprudenza sembra ormai consolidare il principio di parità di trattamento, mettendo pressione sull’esecutivo affinché adegui le regole in tempi brevi.
Il sindacato Anief è tra i principali promotori di azioni legali volte a garantire il diritto alla Carta del Docente per tutti i precari. Attualmente, sono in fase di organizzazione due tipi di ricorsi:
- Un ricorso al TAR da parte dei supplenti brevi e saltuari per ottenere il bonus relativo all’anno scolastico 2025/2026, non appena verrà pubblicato il decreto interministeriale che probabilmente escluderà questi insegnanti dalla Carta docente. L’obiettivo è contestare tale esclusione e ottenere il riconoscimento del beneficio per l’anno in corso.
- Un ricorso presso il giudice del lavoro per ottenere il rimborso degli arretrati degli ultimi cinque anni, con un tetto massimo di 2.500 euro. Questa azione è destinata a chi ha lavorato con contratti brevi ma non ha mai ricevuto il bonus spettante per legge.
Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief, ha dichiarato: «Migliaia di docenti precari restano esclusi o non hanno mai ricevuto quanto dovuto in materia di formazione obbligatoria e permanente. Le nostre iniziative legali mirano a restituire giustizia a tutti gli insegnanti».
