Society
di Claudia Mazziotta 23 Aprile 2020

Avremo un’estate con le mascherine fashion?

Le mascherine diventeranno parte del nostro abbigliamento e ci sarà la gara a chi avrà la mascherina più bella? Lo scopriremo presto, intanto, il mondo della moda e altri brand si sono già mossi per diversificare l’offerta

Quando usciremo di casa per tuffarci a bomba nella cosiddetta Fase 2, dovremo sicuramente continuare ad indossare tutti le mascherine e a mantenere il distanziamento sociale finchè non sarà disponibile il vaccino. In un futuro in cui tutti dovremo e vorremo coprirci naso e bocca, è facile immaginarsi la gara a chi ha la mascherina più bella, più strana, bizzarra, divertente, più alla moda. L’estetica delle mascherine, che forse diventeranno parte del nostro abbigliamento, sarà forse prerogativa? Non per tutti, che probabilmente continueranno ad andare in giro con assorbenti spiaccicati in faccia, ma per alcuni, forse sì: la mascherina dovrà avere un certo stile.

Billie Eilish GIF by Recording Academy / GRAMMYs - Find & Share on GIPHY

Senza dimenticare, ovviamente, che le mascherine fanno parte dei dispositivi di protezione individuale (DPI), ci sono già stilisti, artisti e designer che hanno prodotto ed ideato le loro mascherine colorate e personalizzate per la protezione individuale, con lo scopo di rendere un oggetto “orribile” in qualcosa di attraente, divertente, positivo.

Facciamo, però, subito chiarezza: le mascherine come accessorio di moda esistono da un pezzo, molto prima del coronavirus. Le avevamo viste indossate da Fedez alla sfilata Moschino nel 2019 e da Billie Eilish ai Grammy Award del 2020. Erano presenti sulle passerelle già dal 2017, con il visionario Walter Van Beirendocnck, che vestiva i suoi modelli bardati di passamontagna e maschere al viso come fossero urban riots, in linea con “una visione della moda più edgy e apocalittica, che porta in passerella abiti iperfunzionali che rievocano climi estremi e i cambiamenti ambientali legati all’inquinamento” (Elle). Stesso discorso vale per la mascherina Fendi, che fece scandalo poco tempo fa per essere venduta a 190 euro e aver fatto sold out su un sito e-commerce.

Vista la richiesta del mercato, chiaramente le griffe hanno rilanciato le mascherine, e con loro, anche altri brand hanno cominciato a produrle. L’offerta è davvero incredibile: basta navigare dietro l’hashtag #facemask per rendersene conto, segnale che il trend è in assoluta crescita.

 

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Accanto ai marchi registrati e ai nomi più conosciuti di stilisti, cominciano persino a spuntare i primi siti online dove puoi crearti una mascherina personalizzata scegliendo foto o motivi colorati, o attingendo alle grafiche di alcuni tra i più famosi illustratori, come Joan Cornellà. Altri, si ispirano ai personaggi Disney, alla pop art e ai fumetti, come Zoran Aragovic, noto fashion designer croato. Fiori, sirenette, animali, riproduzioni di loghi di alcuni brand, c’è davvero di tutto. Aspettiamo La notte stellata di Van Gogh e Il bacio di Klimt e il gioco è fatto.

 

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Ma passiamo alla lista dei grandi nomi: oltre a Balenciaga, Prada, Gucci, spicca Luis Vuitton con le sue mascherine a stampa tipica Monogram, Marcelo Burlon, con modello Black Wings, nera, in cotone con stampa colorata.

Altri brand, più accessibili e molto richiesti dai giovani, hanno proposto la loro idea di mascherina. Oltre a Supreme, c’è Off-White, che ha prodotto mascherine in cotone nero con la stampa bianca del logo sul davanti, oppure bianca con freccia e logo.

 

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Insomma, proteggersi è trend ai tempi del coronvairus e quando usciremo di casa ce ne accorgeremo ancora di più. Forse per necessità, forse per autoconvincimento, o forse perchè la moda è specchio della società e strumento critico del presente, in grado di captare segnali in anticipo per trasformare, al momento giusto, oggetti che prima erano solo funzionali per la sicurezza della salute, in accessori.

(Fonti utilizzate: Elle, Ansa)

 

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Ripane Alessandro Ripane è nato a Genova nel 1989. Ha vissuto e lavorato in Svezia. A causa della mancanza di animali selvaggi nella città di Genova, Alessandro si è comprato molti libri sull’argomento. A causa della mancanza di supereroi nella città di Genova, Alessandro si è comprato un sacco di fumetti a tema. È diventato quindi un esperto in entrambe le categorie, anche se ora disegna un po’ di tutto, tranne gli alieni, perché non è sicuro di come siano vestiti. Ora è impegnato a combattere la caduta dei capelli, a comporre una sofisticata musica del futuro, a imparare come disegnare gli alieni e a guardare tutti i film sui mostri e gli zombi che non ha ancora visto. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Luca Zamoc Luca Zamoc è nato a Modena nel 1986. Sin da piccolo ha trovato ispirazione nei fumetti anni ‘80, nella Bibbia e nell’anatomia umana. Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Milano, dove ha conseguito un titolo in Graphic Design & Art Direction. Il suo lavoro abbraccia diversi media, dal digitale ai muri, passando all’inchiostro, carta e fumetto. Negli ultimi anni ha lavorato e vissuto in diverse città quali Milano, Berlino, Londra, Los Angeles, New York e Istanbul. Oggi vive e lavora a Barcellona. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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