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Chi è Ghisberto, il vignettista anti Charlie Hebdo diventato troppo presto eroe nazionale

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Sembrano proprio lontani i tempi in cui la maggior parte degli italiani sui social si chiamava Charlie Hebdo, dal nome del settimanale satirico francese che subì un attentato terroristico il 7 gennaio 2015 a Parigi. Dopo la vignetta sul terremoto in Italia dell’agosto 2016 e quella più recente della morte che scende a valanga sull’Hotel Rigopiano, la condanna per il cinismo utilizzato è stata molto diffusa. Fiorello ha chiamato senza mezzi termini i vignettisti di Charlie Hebdo pezzi di merda.

Qui sotto, la vignetta incriminata e la shitstorm di commenti che ne sono scaturiti.

 

 

Tra i molti a voler dire la propria in merito, il vignettista Ghisberto che ha disegnato una controvignetta diventata molto popolare , in cui un soccorritore arriva prima della morte e le mostra il dito medio. Quasi 30mila condivisioni e applausi a scena aperta.

 

 

Ghisberto, prima di questa vignetta non era molto conosciuto, ma con una mossa è diventato una sorta di eroe nazionale, di salvatore della patria dileggiata dal nemico francese. La sua vignetta è stata portata in trionfo anche da insospettabili progressisti colti da fulminante patriottismo, anche alla luce dell’euforia, dopo il ritrovamento di 9 persone vive sotto la neve.

I molti che lo hanno condiviso, però, devono essersi soffermati solo su quella vignetta, senza approfondire il lavoro di tale autore satirico. Basta infatti scorrere la sua pagina Facebook per trovarsi di fronte a vere e proprie perle di razzismo e di sessismo che lasciano basiti. In quella che vi mostriamo, ad esempio, un extracomunitario porta la meningite in Italia. Una bufala da lasciare senza parole.

 

 

Un’altra che vi mostriamo riguarda i presunti trattamenti di favore che avrebbero gli immigrati rispetto agli italiani durante l’emergenza neve.

 

 

Molte le vignette sulla Presidente della Camera Laura Boldrini, rappresentata sempre come una donna in putrefazione che attende gli immigrati a braccia aperte.

 

 

Un tema, quello dell’immigrazione vista con occhio razzista e populista, che il vignettista ama davvero tanto, al punto da rappresentare gli immigrati come schiavi (vedasi scritta Kunta Kinte) al soldo dei nobili progressisti.

 

 

A volte ci prova a parlare di altri temi, come in questo caso il femminicidio, ma diciamo pure che il tatto non è il suo punto forte.

 

 

Che risate, vero?

Simone Stefanini

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