Giocare a un videogioco di simulazione calcistica, tipo FIFA o PES, vuol dire avere di fronte sé un’immagine simile a quella che viene trasmessa dalle televisioni durante le dirette della partite: campo largo, giocatori che attaccano verso destra o verso sinistra. Una visuale semplice e chiara, anche se ovviamente impedisce di sentirsi pienamente all’interno del gioco: mentre gioca, infatti, un calciatore ha ovviamente una visuale molto più limitata e – soprattutto – in soggettiva.
Si tratta di una cosa scontata, banale, ma ha fatto venire un’idea agli autori di un video molto interessante: siamo in Norvegia e i giocatori di due squadre della locale serie A sono stati usati come cavie per un esperimento.
Ognuno di loro è stato dotato di un visore simile a quelli usati da dispositivi come Oculus Rift e simili. All’interno, però, non viveva un’esperienza di immersione 3D, ma l’esatto opposto: nel visore vedeva infatti un’immagine simile a quella che avrebbe avuto se fosse stato davanti alla televisione, con un pad tra le mani. Esatto: i calciatori dovevano provare a muoversi nel campo avendo una vista non in soggettiva come unico strumento per orientarsi.
Una cosa difficilissima, con risvolti piuttosto comici.
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