L’uscita del film documentario “Montage of Heck” sulla figura di Kurt Cobain, ha riacceso il fuoco delle condivisioni ed in questo paio di giorni, ci sentiamo tutti di nuovo avvinti dalla Nirvana-mania. Sul film non mi pronuncio, semplicemente ho deciso di non andarlo a vedere. Non ora, perlomeno. Un po’ perché non mi sembra giusto di essere eccitato nel guardare i filmini privati di un giovane musicista che non ci sta con la testa, con grossi problemi di tossicodipendenza, che ha deciso di spararsi in faccia. Quando successe, ci stetti male un bel po’. King Buzzo dei Melvins ultimamente si è scagliato contro la mitizzazione della figura di Kurt Cobain, appellandolo come il più grande dei perdenti, la cui tragedia non ha niente di romantico.
Fatta questa dovuta (e personalissima) introduzione, parliamo di musica. Il grunge, in due parole, non era solo lo stile musicale retaggio dell’hard rock anni 70 e del punk, registrato con i suoni sporchi e spesso costruito come una canzone pop. Era soprattutto un momento storico particolare, che va sottotraccia per quasi tutti gli anni 80 e trova la sua esplosione nei primi anni 90, condizionando il decennio e quelli a venire. Via le tastiere, via i capelli cotonati e i leggings leopardati del glam metal, benvenuti capelli sporchi, abiti di seconda mano, chitarre vintage. Basta con la cocaina, bentornata eroina.
I Nirvana sono stati certamente la band più famosa del genere, ma probabilmente non la più bella. Quelle che seguono sono, secondo il mio opinabile gusto, alcune band ben migliori dei Nirvana.
SPOILER: nella prossima lista non ci sono i Pearl Jam. Neppure i Mudhoney e di quelli mi dispiaccio molto.
Smashing Pumpkins
Il primo video in heavy rotation della band di Billy Corgan. Quello che mi ha fatto innamorare. L’album “Siamese Dreams” è eccezionale, il doppio album “Mellon Collie and the Infinite Sadness”, resta il capolavoro insuperato di un’era. Non sono di Seattle, bensì di Chicago.
Alice In Chains
Gli Alice in Chains hanno registrato un Unplugged in condizioni analoghe ai Nirvana, suonando divinamente. Il cantante originale, Layne Staley, sembra essere legato a doppia mandata al destino di Kurt, al punto da morire nello stesso giorno (5 aprile) per un’overdose.
Melvins
Tra i padri fondatori del genere. Più sporchi, più cattivi e più pesanti della maggior parte dei colleghi, hanno dato i natali al grunge, impastandolo con lo sludge metal, a volte con la psichedelica più oscura ed insensata. Sono tuttora tra le migliori band live del pianeta.
Screaming Trees
Con gli Screaming Trees del teppista adolescente Mark Lanegan, chi ha bisogno dei Pearl Jam o degli Stone Temple Pilots? La voce più bella di tutte, chitarroni che sembrano scrivere la storia del rock americano. Avrebbero meritato ben maggiore fortuna, come band. la storia di Lanegan, poi, parla da sé.
Dinosaur Jr.
Strappano il cuore, da sempre. Sarà la voce alla Neil Young ma più tossico di J. Mascis, saranno i suoi lunghissimi assolo di chitarra, che sembrano non finire mai e che ti scavano dentro, sarà che sono perfetti per quando ci si sente giù, con la loro naturale malinconia elettrica. Insuperabili, come il tonno.
BONUS: Sonic Youth (che non sono grunge)
Reading Festival 1991. In “Teenage Riot” c’è tutto quello che cerchi su quegli anni lì. Anche Kurt.
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